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La Giornata Parlamentare

Gli Usa propongono nuove sanzioni all’Iran. Tajani rilancia sulla collegialità

Le nuove sanzioni contro l’Iran, dopo l’attacco a Israele, potrebbero essere solo una questione di tempo. La pioggia di missili e droni ha convinto i leader occidentali della necessità di mandare un nuovo e inequivocabile segnale. E la palla passa inevitabilmente all’Onu. Sono stati gli Stati Uniti a evocare lo spettro delle sanzioni nella riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza attraverso le parole dell’ambasciatore americano Robert Wood: “Nei prossimi giorni discuteremo con i nostri partner nuove misure punitive per rendere l’Iran responsabile in accordo con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza”, ha detto il diplomatico alludendo alla possibilità di presentare una bozza di risoluzione con nuove misure restrittive contro Teheran ma ribadendo che gli Usa “non vogliono un’escalation”. “Bisogna isolare l’Iran, aumentare le sanzioni e ritrovare un cammino di pace nella regione”, ha rincarato il presidente francese Emmanuel Macron

Ha evocato la collegialità delle decisioni il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani sull’eventualità di nuove sanzioni da parte del G7: “Dobbiamo prendere decisioni tutti insieme, si vedrà”. È già programmato per oggi un incontro informale in videoconferenza dei ministri degli Esteri dell’Unione europea chiesta dall’Alto rappresentante Josep Borrell “destinato a valutare i prossimi passi dell’Ue e dei suoi Stati membri per reagire a quest’ultima escalation da parte dell’Iran”, come ha precisato il portavoce per la politica estera dell’Ue Peter Stano. Una risposta a più voci, quindi, alla richiesta di Israele ai membri del Consiglio di Sicurezza a “imporre tutte le sanzioni possibili all’Iran prima che sia troppo tardi”. Resta da capire verso quale direzione andranno le nuove misure, se mirate a esponenti del regime, a settori economici strategici, a entrambi. 

C’è tensione alla Camera sull’autonomia. La maggioranza va dritta

L’obiettivo della maggioranza è avviare la discussione sull’autonomia in Aula alla Camera il 29 aprile così come concordato in sede politica. Un obiettivo fortemente auspicato dalla Lega ma che vede la netta contrarietà di gran parte delle opposizioni. A spingere per un via libera prima delle elezioni europee c’è ovviamente la Lega che punta a riscuotere consenso elettorale in vista del voto di giugno. Interrogata sui tempi di approvazione del ddl, dal Vinitaly la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è limitata a ricordare che “non dipendono da me, lungi dal governo mettere pressione al Parlamento”. “Io so che sicuramente i gruppi parlamentari, in questo caso della maggioranza, hanno fatto del loro meglio per terminare il lavoro della commissione perché venisse mantenuta la data che dovrebbe portare in Aula l’Autonomia il 29 aprile”. Dopodiché chiaramente dipende dall’andamento dei lavori parlamentari e dall’eventuale ostruzionismo. 

Una conferma che ha fatto salire sulle barricate le opposizioni ed in particolare il Pd e il M5S. Secondo la capogruppo dem Chiara Braga “pensare di poter esaminare gli emendamenti in due giornate e mezzo significa ridurre la Camera a passacarte”. “Ci auguriamo ci sia un ravvedimento a partire da chi dovrebbe garantire la dignità di questa Camera”. Un riferimento che chiama in causa il presidente della Camera Lorenzo Fontana, anche se l’auspicio non sembra destinato a concretizzarsi visto che, nel corso della capigruppo, lo stesso Fontana, come riferito da Francesco Silvestri, “ha espresso che non c’era disponibilità dalla maggioranza a diluire questo percorso”. Per il capogruppo di IV Davide Faraone, poi, FdI e Lega “giocano a braccio di ferro, su autonomia differenziata e premierato si fanno i dispetti e alla fine ne risente il Paese. I primi bloccano la riforma col vincolo dei Lep e senza un euro, gli altri rispondono con secondo premier non eletto”. Per quanto riguarda il premierato, la commissione Affari costituzionali del Senato riprenderà l’esame del ddl con un nuovo ciclo di audizioni. La commissione di Palazzo Madama punta a concludere l’esame la prossima settimana. Anche perché, come ammesso più volte dalla stessa premier, “l’autonomia differenziata cammina di pari passo con il premierato, le due cose si tengono insieme”. 

Le opposizioni insorgono sulle associazioni pro-vita nei consultori

Le Regioni, nell’organizzare i servizi dei consultori, “possono avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, anche del coinvolgimento di soggetti del terzo settore che abbiano una qualificata esperienza nel sostegno alla maternità”. Questo l’emendamento di FdI, a firma del deputato Lorenzo Malagola, che viene approvato e inserito nel decreto Pnrr durante l’esame in commissione Bilancio alla Camera. E che di fatto apre la strada alla presenza delle associazioni pro-vità all’interno dei consultori. La polemica è inevitabile. “Ricordate quando Meloni disse che non avrebbe toccato la 194? Ecco, mentiva”, attacca la segretaria del Pd Elly Schlein, secondo la quale “è in corso un attacco pesante alla libertà delle donne di scegliere sul proprio corpo. È molto grave il blitz della destra in Parlamento con questo emendamento, che vuole fare entrare nei consultori associazioni anti abortiste, per incidere psicologicamente e in modo inaccettabile, violento sulle donne che cercano di avere accesso alla interruzione volontaria di gravidanza”. 

“La maggioranza non si smentisce mai e anche nel decreto sul Pnrr riesce a inserire un attacco al diritto all’aborto”, aggiungono i parlamentari del M5S delle commissioni Affari sociali di Camera e Senato, parlando di “una decisione molto grave”. “Con l’apertura alle associazioni pro-life nei consultori, per mettere un ulteriore ostacolo all’esercizio del diritto di aborto, il governo fa un uso politico dei fondi del Pnrr oltre che calpestare i diritti delle donne. Mentre il Parlamento europeo chiede che l’interruzione di gravidanza entri nella carta dei diritti fondamentali dell’Ue, il governo Meloni si mette alla guida dei Paesi Ue che vogliono cancellare questo diritto”, sottolinea il segretario di +Europa Riccardo Magi, mentre il capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia, osserva: “Sembra che questa destra, guidata da una donna, abbia in odio la libertà femminile. Anche su questo faremo una battaglia in Parlamento e nel Paese convinti che la libertà e la responsabilità delle donne siano un valore da tutelare”. 

Alla Camera

Dopo che ieri il Governo ha posto la questione di fiducia, l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 12.20 per il voto di fiducia e la discussione del decreto per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). 

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari costituzionali, con la Giustizia, dibatterà sul ddl governativo per il rafforzamento della cybersicurezza nazionale e sui reati informatici. La Giustizia svolgerà delle audizioni sulla pdl per la concessione della liberazione anticipata ed alcune sullo schema di decreto legislativo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie. La Esteri proseguirà il ciclo di audizioni sulle tematiche relative alla proiezione dell’Italia e dei Paesi europei nell’Indo-pacifico.La Cultura esaminerà la pdl per l’istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale.  

Al Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 16.30 per l’esame del ddl per la revisione della disciplina sulla valutazione del comportamento delle studentesse e degli studenti

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà delle audizioni sul ddl costituzionale sul premierato. La Giustizia svolgerà delle audizioni sullo schema di decreto legislativo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie. Esaminerà il ddl sulle intercettazioni tra l’indagato e il proprio difensore, il ddl sullo sciacallaggio, il ddl sul processo telematico e il ddl sulla diffamazione a mezzo stampa e lite temeraria. La Esteri e Difesa svolgerà delle audizioni sul ddl di modifica della legge sulla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali. Dibatterà sul programma denominato “Sistemi di simulazione di nuova generazione”, sul programma denominato “Piano rinnovamento arsenali”, sul programma “Acquisizione di un’unità di appoggio alle operazioni speciali” sul programma “Nuova scuola elicotteri Viterbo”, sul programma “Ingaggio missilistico aria-superficie della componente navale ad ala rotante della Difesa” e sullo schema di decreto ministeriale sui contributi ad associazioni combattentistiche e d’arma.  

La Politiche dell’Ue dibatterà l’Atto Ue sui servizi di sicurezza gestiti e quello sul quadro di sostegno per il trasporto intermodale di merci. La Finanze proseguirà il confronto e svolgerà delle audizioni sul ddl sulle agevolazioni fiscali in edilizia. La Cultura svolgerà delle audizioni sulle prospettive di riforma del calcio italiano ed esaminerà il ddl per la promozione delle manifestazioni in abiti storici. La Ambiente e Lavori Pubblici svolgerà delle audizioni sul ddl per lo sviluppo e per l’adozione di tecnologie di intelligenza artificiale e alcune sul ddl relativo alla rigenerazione urbana. L’Industria e Agricoltura ascolterà il Coordinatore del Dipartimento per la valutazione del rischio per il clima dell’Agenzia europea per l’ambiente sugli effetti del cambiamento climatico in agricoltura, monitoraggio e strumenti di adattamento. Esaminerà il ddl di delega al Governo in materia di florovivaismo e l’Atto Ue sulle buone condizioni agronomiche e ambientali, i regimi per il clima, l’ambiente e il benessere degli animali, le modifiche dei piani strategici della PAC.

La Affari Sociali esaminerà l’atto Ue per la valutazione delle sostanze chimiche, l’atto Ue per l’istituzione del bacino dei talenti dell’Ue, il ddl sul terzo settore, il ddl per la semplificazione delle norme in materia di lavoro, il ddl per la tutela persone affette da patologie oculari cronico-degenerative, il ddl sulla tutela della salute mentale, il ddl relativo ai disturbi del comportamento alimentare e il ddl per l’inserimento lavorativo delle persone con disturbi dello spettro autistico. 

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