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Germania studia ‘certificato sanitario digitale’ per chi può tornare in azienda. Anche Zaia propone ‘patente’ per i guariti

Mentre lo Stato italiano per gli spostamenti necessari chiede ai cittadini di autocertificare di non essere positivo al Covid-19, in Germania alcuni ricercatori stanno studiando l’introduzione di “certificati digitali di immunità” del coronavirus per facilitare una corretta transizione al lavoro nel post lockdown.

Il progetto deve ancora ricevere l’approvazione finale, ma dovrebbe proseguire ad aprile, con la prima ondata di risultati pronta entro la fine del mese.

Cosa prevede il progetto tedesco? 

I certificati di immunità fanno parte di un progetto di ricerca in corso presso il Centro Helmholtz per la ricerca sulle infezioni a Braunschweig, Land della Bassa Sassonia: nelle prossime settimane i ricercatori condurranno esami del sangue a migliaia di cittadini per cercare anticorpi prodotti contro il nuovo coronavirus, riferisce la rivista tedesca Der Spiegel.

Gli anticorpi indicheranno che i partecipanti al test hanno avuto il virus, sono guariti e sono quindi pronti a rientrare in azienda e nelle industrie. I ricercatori hanno in programma di testare 100.000 cittadini alla volta, rilasciando il certificato a coloro che sono guariti dal coronavirus.

Certifcato sanitario lasciapassare per chi è guarito da coronavirus

“A coloro che sono immuni può quindi essere rilasciato un certificato di vaccinazione che, ad esempio, consentirebbe loro di essere esenti da qualsiasi restrizione (legata al blocco) sul loro lavoro”, ha affermato Gerard Krause, l’epidemiologo alla guida del progetto.

I ricercatori useranno le informazioni per determinare come porre fine al lockdown nel Land, inclusa la riapertura delle scuole e gli assembramenti in luoghi pubblici.

In Germania uno dei tassi di mortalità più bassi

Nonostante abbia il quinto numero più alto di casi di infezione in tutto il mondo, la Germania ha uno dei tassi di mortalità più bassi – che è stato almeno in parte accreditato al regime di test proattivo del governo.

Un aereo militare tedesco ha portato sabato scorso pazienti dalla Francia orientale, una delle aree più colpite del Paese, in Germania. Un piccolo gruppo di pazienti della Francia orientale e della Lombardia è già in cura in Germania.

La gestione da parte del governo della pandemia di coronavirus ha visto un’impennata nel sostegno pubblico alla cancelliera Angela Merkel, che ha avuto un’impennata nei sondaggi dall’inizio dell’epidemia.

Domenica, il consenso nei suoi confronti oscillava tra il 32 e il 35 percento, un aumento del 6-7 percento da prima del diffondersi della pandemia.

Zaia: “Ragioniamo su una ‘patente’ per i guariti”

“Dovremo pensare a un’uscita come a un ‘soft landing’, dovrà essere graduale, non tanto come uscita dei cittadini ma come riprendere normali condizioni di vita”. Lo ha affermato il presidente del Veneto, Luca Zaia, intervistato stamani da Mattino 5.

“Immagino che una delle soluzioni”, ha proseguito Zaia, “sulla quale noi stiamo lavorando, è quella del test sierologico, in maniera di andare a vedere se si sono formati gli anticorpi, e qui ci vogliono tempistiche, modalità. Stiamo cercando di ragionare anche su questo fronte, in modo da dare una ‘patente’ che attesta che tu hai avuto la risposta anticorpale. C’è anche da dire che abbiamo casi di re-infezione. Potrebbe anche accadere, e qui ce lo dovranno dire gli scienziati, che chi ha già avuto una risposta anticorpale magari potrà comunque essere esposto a un’ulteriore infezione” – ha concluso il Governatore del Veneto, “magari di una variante del virus”. 

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