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La Francia (come l’Italia) spinge per il consolidamento delle telecomunicazioni in Europa

La Francia si allinea sulla posizione dell’Italia per la creazione di un mercato unito delle telecomunicazioni europee.

La creazione di un mercato unico delle telecomunicazioni, su cui la Commissione ha già iniziato a lavorare, faciliterebbe le fusioni transfrontaliere. Lo scrive oggi Le Monde, fotografando il quadro europeo: in un’epoca di ascesa delle nuove tecnologie, l’Europa è preoccupata per la frammentazione del suo mercato delle telecomunicazioni, sbriciolato tra un centinaio di operatori nazionali, mentre Stati Uniti e Cina ne hanno soltanto tre principali ciascuno.

Player Ue troppo piccoli

Troppo piccoli, i player europei rischiano di non riuscire a stare al passo degli investimenti necessari imposti dai giganti del digitale, a tutto discapito della competitività dell’Unione Europea.

La differenza che c’è fra le diverse regolazioni nazionali penalizza anche lo sviluppo dei nuovi servizi su scala europea: per esempio, come realizzare una rete per l’auto a guida autonoma se le regole tecniche cambiano quando si passa la frontiera?

I ministri delle telecomunicazioni dei paesi membri, riunitisi martedì 5 dicembre a Bruxelles, si sono detti pronti ad affrontare la questione di petto per favorire la sovranità e l’indipendenza digitale della Ue.

Buoni propositi per la nuova Commissione a partire dal 2024.

Armonizzazione delle regole

Dopo la consultazione pubblica dell’autunno scorso, il commissario al Mercato Interno Thierry Breton ha annunciato un libro bianco entro il primo trimestre del 2024, vista la volontà dei diversi Stati membri di allinearsi per la redazione di un Digital Networks Act (DNA).

La Francia spinge chiaramente per la creazione di giganti europei, in grado di competere a livello globale.

“Sono favorevole all’idea di un’armonizzazione delle regole europee per facilitare la concentrazione del mercato delle telecomunicazioni e consentire agli operatori di evolversi in un mercato più ampio”, dichiara Jean-Noël Barrot, ministro francese del Digitale e delle Telecomunicazioni, che afferma “di incoraggiare la Commissione a presentare tutte le misure atte a unificare il mercato delle telecomunicazioni in modo che possano aver luogo fusioni significative”.

In passato Orange e Deutsche Telekom hanno discusso più o meno seriamente di una fusione. Ma il dossier non è mai andato avanti, bloccato da questioni di governance e dai dubbi sulle sinergie che un simile matrimonio transfrontaliero offrirebbe. I due operatori hanno semplicemente creato, nel 2011, una società congiunta, denominata BuyIn, per mettere in comune gli acquisti di attrezzature e risparmiare denaro.

Attrarre più facilmente gli investitori

Secondo il ministro Barrot, un mercato unico delle telecomunicazioni consentirebbe di attrarre più facilmente investitori interessati a finanziare lo sviluppo delle reti in fibra e 5G, la cui realizzazione secondo stime costerà complessivamente 200 miliardi di euro circa di qui al 2030.  

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