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La Francia a tutela delle api, primo Paese Ue a bandire 5 pesticidi

L’anno scorso, ad aprile, l’Unione europea aveva preso la storica decisione di vietare l’uso in agricoltura di tre pesticidi, contenenti i seguenti principi attivi: imidaclopridclothianidinthiamethoxam (noti come neonicotinoidi).

Una scelta positiva in chiave ambientale e di tutela della biodiversità nelle regioni dell’Unione, soprattutto per la difesa delle api, molto sensibili ai veleni chimici, le grandi impollinatrici che ci garantiscono un piatto a tavola ogni giorno.

Nonostante l’industria dell’agrifood ad alto contenuto tecnologico, robotizzata e digitalizzata in molti casi, il 90% della produzione alimentare deriva, direttamente o indirettamente, dal lavoro di impollinazione delle api.

Per questo motivo è ritenuto ormai di vitale importanza difendere questo importantissimo insetto dai pesticidi e altri veleni, utilizzati soprattutto in agricoltura.

Dal 1998, infatti, gli apicoltori in Europa hanno iniziato a riportare un’insolita debolezza e mortalità degli sciami di api domestiche, in particolare in Francia, Belgio, Svizzera, Germania, Regno Unito, Spagna, Olanda e Italia, dovuta ad una serie di cause.

In un contesto simile, è stata salutata con grande soddisfazione dagli ambientalisti e non solo la decisione di Parigi di vietare non solamente tre pesticidi, ma ben cinque(clothianidin, imidacloprid, thiamethoxam, thiacloprid e acetamiprid), per salvaguardare la vita delle api.

Sono innumerevoli, ormai, gli studi sugli effetti mortali che tali sostanze chimiche hanno sulle api, perché attaccano il sistema nervoso centrali degli insetti, causando perdita della memoria e riduzione della fertilità.

Se un’ape non riesce più a tornare all’alveare in tempi rapidi è quasi sicuro il decesso.

Ulteriori ricerche hanno inoltre scoperto che queste sostanze tossiche possono anche genere dipendenza nelle api, disorientandole e condannandole a morte.

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