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La fine del rame. Draghi: “Dal 2027 tutti connessi con fibra e 5G”. PNRR (versione aggiornata)

A circa un’ora e mezza dalla presentazione del PNRR da parte del premier alla Camera, ai parlamentari è stata inviata un’altra versione definitiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, diversa da quella limata sabato dal Consiglio dei ministri.

Draghi: “Dal 2027 Paese connesso”

Per promuovere la transizione digitale del Paese e quindi per la prima missione del PNRR (digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura) sono destinati quasi 50 miliardi, di cui 41 finanziate con il Dispositivo Europeo e 8,5 con il Piano complementare nazionale. La cifra è pari al 27% delle risorse totali.

“È facile quando si parla di digitale, parlare di fibra, cloud, di 5G, identità digitale, di telemedicina e delle molte altre tecnologie proponiamo di investire”, ha detto il premier Mario Draghi nell’illustrare il piano a Montecitorio.

“In realtà”, ha spiegato, “dobbiamo ricordare perché la trasformazione digitale è essenziale per il nostro Paese”. “Noi vogliamo”, ha detto Draghi, “che dal 2027:

“Il PNRR? Non solo numeri, obiettivi e scadenze. C’è il destino del Paese”

“Sul Pnrr sbaglieremmo tutti a pensare che sia solo un insieme di progetti, tanto necessari quanto ambiziosi, di numeri, obiettivi e scadenze. Metteteci dentro le vite degli italiani, le attese di chi ha sofferto la pandemia, l’aspirazione delle famiglie, le giuste rivendicazioni di chi non ha un lavoro o di chi ha dovuto chiudere la propria territori, l’ansia dei territori svantaggiati, la consapevolezza che l’ambiente va tutelato e rispettato“, ha spiegato Draghi, annunciando che sarà possibile monitorare la realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “su una piattaforma elettronica”.

“Dobbiamo impedire che i fondi che ci accingiamo a investire finiscano soltanto ai monopolisti”

Il Piano vuole anche impegnare Governo e Parlamento a una continuativa e sistematica opera di abrogazione e modifica delle norme che frenano la concorrenza, creano rendite di posizione e incidono negativamente sul benessere dei cittadini. “Questi principi sono essenziali per la buona riuscita del Piano: dobbiamo impedire che i fondi che ci accingiamo a investire finiscano soltanto ai monopolisti”, ha avvertito Draghi.
“A questo fine”, ha concluso, “assume un ruolo cruciale la Legge annuale sulla concorrenza – prevista nell’ordinamento nazionale dal 2009, ma realizzata solo una volta nel 2017”.

Per approfondire:
Il testo del discorso integrale di Mario Draghi alla Camera dei Deputati

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