Il quadro

La Cina propone ‘il suo 5G’ ai BRICS. Tensioni con l’India

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Pechino ha proposto agli stati emergenti che fanno parte dei BRICS di collaborare sul nuove tecnologie e in particolare sul 5G. Perplessità in India.

La Cina ha lanciato il suo programma d’innovazione rivolto ai BRICS, il gruppo dei paesi in via di sviluppo di cui fa parte insieme a Sud Africa, Brasile, Russia e India. La notizia è stata rilanciata fra gli altri dalla CGTN e dal Global Times. Di fatto, l’obiettivo della “BRICS Innovation Base” è collaborare con gli altri paesi dei BRIC in materia di digitale, economia virtuale, Big Data, intelligenza artificiale, cloud e soprattutto sullo sviluppo del 5G.  

La base servirà da punto di riferimento per i paesi del BRICS per l’utilizzo delle nuove tecnologie e la trasformazione digitale portate dalla nuova rivoluzione industriale in atto, si legge sui media di ispirazione cinese.

Su proposta di Pechino nell’ultima riunione di novembre, il nuovo centro sarà reso pubblico alla vigilia del 13esimo summit dei Brics, che si terrà domani sotto la presidenza dell’India.

Questa nuova cooperazione tecnologica sarebbe finalizzata a promuovere negli altri stati del gruppo la tecnologia di Huawei e di altri fornitori di tecnologie 5G come ZTE, messi sotto pressione dalla campagna anti cinese degli Usa.

Secondo alcuni commentatori indiani, però, la mossa cinese sarebbe uno strumento di Pechino per fare pressione su Nuova Dehli e imporre così la presenza dei vendor cinesi (Huawei in primis) ai suoi operatori per le reti 5G. L’India è l’unico fra i paesi dei BRICS che ha bandito Huawei dal 5G nazionale in seguito alle recenti tensioni alla frontiera fra i due stati e in linea con il pressing americano.

Russia, Sud Africa, Brasile al contrario collaborano con Huawei.

C’è da dire che le tensioni fra Cina e India sono evidenziate anche dal bando deciso da New Dehli nei confronti di 59 app cinesi, fra cui TikTok per motivi di privacy e sicurezza nazionale.