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IoT, prospettive di sviluppo per gli operatori nel 2019

L’IoT promette grandi cose da anni. Team specializzati in IoT (un tempo chiamato M2M) esistono almeno da 10 anni all’interno degli operatori, ma oggi sono pochi quelli che portano un fatturato superiore all’1% annuo. Gli operatori, in qualche modo, si sentono un po’ delusi. (Articolo tratto dall’eBook gratuito di key4biz ’Tech Trend 2019‘).

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L’IoT continuerà a produrre un quadro in chiaroscuro anche nel 2019. Per alcuni player si trasformerà in un vero business mentre altri continueranno a faticare per trovare un ruolo ben definito per fare business con l’IoT. E’ quanto emerge da un’analisi condotta da Analysis Mason sulle prospettive dell’IoT per il 2019.

Gli operatori con una forte specializzazione verticale stanno già dimostrando che l’IoT è un business concreto (per esempio, Verizon ricaverà 1 miliardo di dollari dalla telematica nel 2018, e la divisione retail di Telefonica On the Spot ha clienti in circa 100 paesi). Le reti NB-IoT e l’Lte-M hanno prospettive più promettenti del LoRa o di Sigfox nel mercato LPWA. Circa un centinaio di reti NB-IoT e una quarantina di reti Lte-M sono in cantiere. Per molti operatori l’IoT si è affermato come una divisione in rapida crescita (superiore al 10% annuo) a compensare il calo di altri rami di business.

Quest’anno emergeranno nuovi modelli di connettività

Il mercato della connettività IoT subirà dei cambiamenti quest’anno. Due esempi concreti sono Twilio e 1NCE lanciate nel 2018 e le cose potrebbero cambiare ancora nel 2019 con la connettività installata più a monte nella value chain (per esempio direttamente nel modulo o persino nel processore), modificando così il target dei fornitori di connettività. ARM, cha ha rilevato nel 2018 il Mvno IoT Stream Technologies, è ben posizionata per offrire questo nuovo modello.

eSim per applicazioni l’IoT al decollo

Secondo Analysis Mason, il crescente sviluppo di eSim applicate all’Automotive e alle applicazioni di consumo accelererà l’adozione delle eSim anche in altri settori, soprattutto le Utilities e la Logistica. Esempi concreti sono Mvno come 1oT, Transatel e Truphone.

5G, gli operatori si concentreranno sulle opportunità a breve termine

Con il progressivo sviluppo delle reti 5G, l’interesse degli operatori si concentrerà sempre di più sui servizi esistenti, come la connettività in auto, e su come le nuove reti potranno migliorarli in termini di velocità. Gli operatori dovranno monetizzare subito dal 5G senza aspettare la disponibilità di nuove soluzioni futuribili come il network slicing, in attesa che la ricerca e lo sviluppo di nuovi servizi esca dai laboratori.

Nuovi servizi IoT per il segmento Consumer

Gli analisti prevedono nel 2019 il lancio di nuovi servizi IoT per i consumatori, allo scopo di testarne i gusti e la sostenibilità del business model. Servizi che per lo più avranno un’unica soluzione di pagamento, in concomitanza con il lancio di nuove reti NB-IoT e Lte-M.

 

Alcuni operatori rinunceranno all’IoT

Alcuni player come At&t, Verizon e Vodafone sono aggressivi sull’IoT, e continuano a registrare forti aumenti di ricavi (superiori al 10% nei primi nove mesi del 2018). Per operatori più piccoli l’IoT è più complicato, perché servono fondi per lo sviluppo di servizi e la vendita di semplice connettività o di servizi altrui non basta.

IoT questione strategica per gli operatori

Gli operatori che hanno più successo nell’IoT sono quelli che si concentrano maggiormente su mercati verticali, spesso tramite acquisizioni. Vodafone Automotive, ad esempio, fornisce servizi al mercato automobilistico. Per alcuni servizi, come ad esempio il recupero di veicoli rubati, è più probabile entrare in concorrenza con aziende come Bosch e Continental piuttosto che con At&t e Orange. Nel lungo termine, gli operatori dovranno decidere se divisioni IoT di questo tipo rientrano nel perimetro aziendale di un fornitore di connettività, o se non è meglio scorporarle.

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