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IoT, chi suona alla porta? Te lo dice il campanello smart

Ring

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La nuova sfida delle startup americane è la vendita di campanelli smart in grado di rivelare la presenza di intrusi dietro la porta di casa.

Ring sta raccogliendo fondi per 61,2 milioni di dollari da differenti investitori per il lancio di una nuova versione del campanello connesso, già commercializzato dall’azienda.

Più piccolo, più elegante e dotato di un migliore sistema di rilevamento, la nuova versione si basa tuttavia sullo stesso principio di sempre, quello di permettere all’utente di guardare attraverso lo spioncino della porta anche quando non si trova in casa.

Come?

Quando qualcuno suona, parte una chiamata al cellulare del proprietario di casa che ha ovviamente già scaricato l’app Ring.

Questo non solo può parlare con il visitatore ma anche vederlo in faccia attraverso una telecamera incorporata al campanello.

Questa funzione permette anche di far lasciare eventualmente un pacco davanti alla porta di casa o di comunicare la richiesta di ripassare in un altro orario.

Il servizio può anche servire da deterrente contro un potenziale ladro. Questi avventori hanno spesso l’abitudine di suonare per verificare che non ci sia nessuno in casa prima di introdursi furtivamente nelle abitazioni.

Il campanello comprende anche un sensore che rileva i movimenti che può allertare il proprietario in caso di presenza sospetta.

Il mercato degli oggetti connessi che consentono di sorvegliare la propria casa a distanza sta vivendo un periodo di grande dinamicità: la startup Kuna ha lanciato una lampada che gli utenti possono collocare sotto il portico e che permette di identificare i visitatori ed eventualmente anche gli avventori.

Scout e Canary sviluppano sistemi che consentono di rilevare intrusioni o attività sospette in casa e capire se si è in pericolo osservando il tutto in tempo reale e permettendo quindi di poter allertare le forze dell’ordine se è necessario.

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