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‘Io Faccio Film’ alla Casa del Cinema di Roma, presentati oggi i risultati a sei mesi dal lancio

Chi ama il cinema non lo tradisce. Questo il claim dell’evento romano di presentazione della campagna “Io Faccio Film, tenutosi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, promossa da ANICA, FAPAV, MPA e UNIVIDEO, a tutela dell’industria audiovisiva e del patrimonio creativo italiano.

Un’iniziativa che ha visto la partecipazione di maestranze e professionisti, registi, attori, produttori e addetti ai lavori, con il sostegno anche di ANEC e ANEM, le associazioni che rappresentano l’esercizio in Italia.

Per l’occasione sono stati presentati i nuovi spot della campagna, dedicati alle professioni del fonico, della stuntwoman e del produttore esecutivo.

In apertura di giornata, Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale FAPAV, ha fatto il punto della campagna dopo i primi sei mesi, ricordando la nascita del progetto e l’adesione di tutte le sigle del mondo audiovisivo con la volontà condivisa di valorizzare l’industria a partire dai suoi attori principali, cioè i professionisti: fonici, truccatori, fotografi, macchinisti, scenografi, elettricisti e tanti altri.

C’è il desiderio di raccontare quanto lavoro c’è dietro ad un film, di mostrare al pubblico cosa accade dietro le quinte, di far conoscere a tutti quali figure professionali si cimentano sulla scena di un set”, ha spiegato Bagnoli Rossi. “Il modo migliore per farlo era coinvolgere direttamente questi professionisti, mostrando i loro volti, facendo ascoltare la loro voce, portando il progetto nelle scuole e nei festival e invitando ad un consumo legale di contenuti cinematografici e audiovisivi”.

E le risposte non si sono fatte attendere, con oltre 1.800.000 utenti su Facebook e più di 1.700.000 visualizzazioni totalizzate dalla campagna “Io Faccio Film”. Un risultato straordinario che ha spinto i promotori a prolungare l’iniziativa fino a fine giugno.

Un cinema da difendere e da amare come suggerisce il titolo scelto per la campagna e per l’incontro, come ha ribadito anche in uno spot Leonardo Cruciano, supervisor VFX del film “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone e co-fondatore di Makinarium: “E’ sia una grande avventura, sia un lavoro e quindi una professione da valorizzare e tutelare”.

Cosa che ci riporta all’obiettivo principale della campagna, cioè proteggere e sostenere l’industria nel suo complesso, compresi investimenti e posti di lavoro, messi seriamente a rischio dal fenomeno globale della pirateria digitale.

Tutti coloro che decidono di fruire del cinema in maniera legale, andando in sala o acquistando un DVD, ha poi detto Bagnoli Rossi, contribuiscono direttamente alla realizzazione di nuove opere e pertanto anche l’appassionato di cinema può dire “Io Faccio Film”!

A tal proposito, è stato lanciato il contest online sul sito web condividievinci.iofacciofilm.it, mentre al contempo un’altra importante collaborazione è stata avviata con il LUISS Creative Business Center e in particolare con la Writing School for Cinema & Television, con gli studenti a confrontarsi sui temi della campagna, realizzando brevi interviste, clip e mini corti che saranno diffusi attraverso i canali del progetto.

Dopo il lancio alla 73/ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, infatti, la campagna è stata promossa attraverso numerosi eventi in tutta Italia tra cui il Roma Web Fest, il Galà del Cinema e della Fiction in Campania, la Festa del Cinema di Roma, il Lucca Comics & Games, a Milano presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM e al Festival dei Popoli di Firenze.

Grazie poi alla collaborazione di Open Sky, inoltre, verranno distribuiti attraverso il satellite e la loro piattaforma on-demand tutti gli spot della campagna, che saranno a disposizione del mondo dell’esercizio per la proiezione nelle sale.

Qualcuno pensa che questa sia una battaglia persa, ma non lo è. L’idea che un film o una serie tv sia gratis è totalmente infondata – ha affermato Francesco Rutelli, presidente ANICA, durante il suo intervento – La forza di questa campagna risiede nella volontà di proporre al pubblico un’offerta legale, valorizzando la qualità stessa del prodotto, di tutto ciò che sta dietro, di chi lavora, di chi crea, di chi investe”.

Il processo creativo e quello industriale vanno difesi e valorizzati, ma va anche fatto conoscere al pubblico. Pirateria significa prima di tutto svalutare prodotti, mercati e industria, mettendo a repentaglio investimenti e posti di lavoro. Ecco perché serve un piano etico ed economico per difendere e rilanciare il settore. La libertà di accesso alla rete e i suoi contenuti non significa gratuità. Per combattere i pirati dobbiamo lavorare con le Forze dell’Ordine e l’autorità giudiziaria”, ha continuato il Presidente ANICA.

Un lungo processo principalmente culturale che va portato avanti con spirito solidale ed etico. Oggi viviamo in un’epoca in cui è difficile combinare competenze e apprezzamento etico degli attori che si esprimono, noi cerchiamo di mettere assieme un messaggio per gli addetti ai lavori, per gli opinion makers e gli opinion leader – ha precisato Rutelli – Una battaglia sofisticata che va vinta con l’impegno di tutti, con le buone idee e la voglia di promuovere la bellezza del cinema e la cultura della legalità. Cinema e audiovisivo sono realtà uniche e complesse, ma pur sempre espressione della società, in cui si riflettono gli effetti dell’innovazione tecnologica, che di per sé è una grande opportunità e una difficile sfida”.

Nella tavola rotonda che è seguita, moderata dal giornalista Marco Spagnoli, si sono avvicendati diversi professionisti del mondo del cinema, tra cui alcuni volti piuttosto noti al grande pubblico.

Dobbiamo rilanciare la cultura e il suo messaggio di coinvolgimento e partecipazione, soprattutto per le scuole e i più giovani, target privilegiati dei pirati”, ha dichiarato Francesca Cima, Presidente Produttori ANICA e Produttrice INDIGO FILM. “I produttori si stanno interrogando sul rapporto col pubblico. Qualcosa da ricostruire, principalmente con i ragazzi. C’è un percorso professionale e un legame culturale su cui scommettere. La percezione del cinema da parte delle giovani generazioni è limitata, sta a noi ampliarla e arricchirla, mostrando cosa c’è dietro quello schermo. I ragazzi vengono poco a vedere il nostro cinema, perché non c’è più un rapporto identitario”.

Per attrarre gli investitori stranieri nel nostro paese, nel nostro cinema, servono le regole e il rispetto delle regole”, ha spiegato il produttore esecutivo Enzo Sisti. “Il tax credit italiano è tra i migliori al mondo e poi ci sono gli incentivi regionali”.

Il maggior numero di Oscar assegnati ad un Paese non di lingua inglese è proprio l’Italia, i produttori americani ammirano le nostre eccellenze professionali e riconosce la qualità del nostro lavoro. Girare nel nostro paese è garanzia di maestria e creatività per le produzioni”, ha detto Barbara Salabè, Presidente e AD Warner Bros. Ent. Italia.

Secondo alcuni addetti ai lavori la pirateria si può sgominare in 5 giorni, usando gli hacker. Ma non rientra nei nostri valori, cioè diritto, privacy, libertà di espressione. Noi non siamo hacker, ma cittadini che vivono in uno stato di diritto e solo la cultura della legalità e il coinvolgimento del pubblico può vincere questa sfida”, ha chiarito il Presidente e AD della Warner.

Dobbiamo impegnarci maggiormente sulle finestre di distribuzione e anticipare l’offerta dell’home video e dell’on demand subito dopo l’uscita al cinema”.

La stessa industria dell’home video va tutelata e valorizzata, ha spiegato Lorenzo Ferrari Ardicini, Presidente UNIVIDEO, “perché, oltre ai contenuti extra, è di fatto la memoria vivente del cinema, storia e celebrazione di una magia che da 100 anni affascina generazioni di spettatori di ogni parte del mondo”.

Valorizzare i mestieri è riconoscere il contenuto culturale di un film, che alla fine è il frutto di un lavoro collettivo. Una lunga filiera di professionalità e creatività – ha confermato Andrea Occhipinti, Presidente Distributori ANICA e Presidente Lucky Red – La professionalità italiana, nonostante le risorse limitate, è riconosciuta all’estero. I nostri film girano per festival e vincono, significa che il cinema lo sappiamo fare”.

A supportare la campagna “Io Faccio Film” sono intervenuti anche il popolare regista, sceneggiatore e attore Carlo Verdone, il regista, sceneggiatore e produttore Matteo Rovere, e l’attrice Greta Scarano.

Il rapporto con la troupe è fondamentale – ha raccontato Verdone – lo diceva sempre il grande regista Sergio Leone, ‘Se gli vuoi bene vedrai che loro ricambieranno il tuo affetto. È fondamentale anche per l’economia stessa della pellicola e l’esito finale di un progetto

Il progresso tecnologico ha modificato radicalmente questo rapporto e la natura stessa delle squadre sul set, ma ciò non toglie che abbiamo il dovere di trovare sempre il modo di valorizzare i nostri talenti. A partire ad esempio dagli scrittori, di cui abbiamo un grande bisogno, scrittori con idee dirompenti su cui fare leva per rinnovare il nostro cinema”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Matteo Rovere, “Ci dobbiamo sforzare di sviluppare nuovi modelli di cinema e un buon modo per iniziare è impegnarci nel fare il cinema che ci piacerebbe vedere sul grande schermo, svecchiando allo stesso tempo un’immagine di cinema made in Italy che non è simpatica, almeno non quanto altri grandi modelli di cinema, come quello americano ad esempio”.

Sono parte delle maestranze a tutti gli effetti. Da 10 anni a questa parte, come attrice, ho fatto parte di un mondo di artigiani, di professionisti che con passione portano avanti mestieri unici nel loro genere. Amo il lavoro di preparazione dei film, dalla parrucca alla fotografia, perché è come essere rapiti da un mondo magico, di costumi, trucchi, creatività. Tutte qualità che come detto all’estero sono molto apprezzate”, ha ribadito Greta Scarano.

La stessa Casa del Cinema, ha ricordato Rutelli, è stata immaginata e realizzata con il contributo di Gianni Borgna, assessore alla Cultura del Comune di Roma dal 1993 al 2006, proprio per portare gli spettatori di ogni età a contatto con il cinema, a rivivere la sua lunga storia, a conoscerne i protagonisti.

A chiusura di evento è intervenuto Nicola Borrelli, Direttore Generale Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, che ha ricordato come “Io Faccio Film serve a veicolare un messaggio chiaro ed è un bene che si coinvolgano i più giovani, i ragazzi: l’industria dell’audiovisivo è fatta di uomini e donne che lavorano, di investimenti, di progetti internazionali, sabotare questo mondo consumando contenuti piratati significa mettere a repentaglio un’intera economia, danneggiando nel contempo un modello culturale ed economico caratterizzato da ingegnosità e creatività”.

L’evento alla Casa del Cinema è stato dedicato al celebre truccatore Premio Oscar Manlio Rocchetti, recentemente scomparso. Uno degli spot della campagna IO FACCIO FILM è infatti incentrato su uno dei suoi talentuosi collaboratori, Arianna Chiappara, che realizza a mano parrucche per le più importanti produzioni nazionali ed internazionali.

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