Dopo le disdette dei Master Service Agreement, INWIT apre al dialogo con i suoi principali clienti, Tim e Fastweb+Vodafone, pur mantenendo il punto sulla necessità di rispettare gli accordi, giudicati imprescindibili per la sostenibilità del business della tower company.
Lo scrive oggi il Sole 24 Ore, ribadendo che il pomo della discordia resta sempre la diversa durata dei Msa: INWIT li considera validi fino al 2038, mentre Time e Fastweb+Vodafone sostengono il 2028.
Si rischia l’impasse sul 5G standalone
Il problema è che lo scontro rischia di rallentare gli investimenti sul 5G standalone, che ha bisogno di più torri, fibra e densificazione della rete sul territorio. Secondo alcune stime, abbandonare i siti INWIT implicherebbe la necessità di costruire almeno 15mila torri in più, con costi superiori ai 2 miliardi e forti impatti ambientali.
Nel frattempo, Inwit ha chiuso il trimestre con ricavi in lieve calo a 264 milioni e utile in flessione dell’11%, pur confermando la guidance al 2026. Il direttore generale, Diego Galli, ha ribadito che la società difenderà i propri diritti in sede legale ma si è detto disponibile a “conversazioni costruttive” per ottimizzare termini e condizioni dei contratti, aprendo anche a un confronto sull’indicizzazione all’inflazione.
Il messaggio di INWIT è chiaro: meglio investire nello sviluppo del 5G che duplicare infrastrutture con spreco di risorse. Anche il sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti in occasione dell’evento Telecomminications of The Future organizzato da Key4biz spinge per l’apertura di un dialogo mentre a margine dello stesso evento il CEO di Fastweb+Vodafone, Walter Renna, conferma la disponibilità a trovare un’intesa. Rai Way, infine, esclude di voler sostituire Inwit e auspica una soluzione “win win”.
Tlc: Butti, dialogo su torri “è opportuno, altrimenti rischi per sistema”
Aprire un dialogo sulle torri tra Inwit e i suoi principali clienti Tim e Fastweb+Vodafone “è la cosa opportuna sulla quale personalmente io sto insistendo molto. Ho la sensazione che altrimenti si faccia male il sistema e ci facciamo male tutti quanti perché non avere un piano B potrebbe essere rischioso. Con questo sottolineo che non intendiamo inserirci in questioni che riguardano loro”. Lo ha detto a Radiocor Alessio Butti, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione a margine del convegno ‘Telecommunications of the future’ organizzato da Key4biz.
Butti era stato sollecitato a commentare le ‘prove di dialogo’ tra Inwit e Fastweb dopo che il dg della TowerCo, Diego Galli, in conference call ha detto di voler “tornare a collaborare con i clienti per soluzioni condivise” e dopo che Walter Renna, amministratore delegato di Fastweb+Vodafone, a margine dello stesso convegno, ha dichiarato che l’azienda è pronta a sedersi al tavolo e “a trovare le condizioni giuste per andare avanti”.
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