Key4biz

Internet delle cose, nasce a Torino l’appartamento connesso e open source

È stata inaugurata a Torino, in via Montefeltro, la prima casa connessa in rete. Si chiama Casa Jasmina e potrà essere affittata a breve su Airbnb. L’idea è stata sviluppata da Massimo Banzi, padre della piattaforma Arduino, e lo scrittore americano di romanci di fantascienza e cyberpunk Bruce Sterling, in collaborazione con Jasmina Tesanovic e Lorenzo Romagnoli.

Un appartamento del futuro, dove vivere e scoprire l’internet delle cose, in cui tutti i suoi elettrodomestici sono interconnessi e connessi in rete all’interno di un’architettura tecnologica open source. Intorno alla smart home sorge quella che potremmo definire la silicon valley torinese, con gli uffici di Toolbox, le stesse Officine Arduino e il FabLab Torino.

Obiettivo dell’iniziativa: mostrare alla gente che cos’è concretamente l’internet of things, come funziona, in che modo è in grado di cambiare le nostre vite. Presto, forse per la fine dell’estate, l’appartamento sarà accessibile a tutti e in affitto tramite il portale Airbnb.

Per il momento Casa Jasmina sarà luogo di incontro, coworking, workshop, mostre e lavoro attorno al panorama dell’internet delle cose, della smart city, della domotica, della smart  home/connected home, con  gli arredi e gli elettrodomestici ideati da brand di rilievo come Valcucine e dal consorzio energy@home, da makers italiani e designer internazionali (Opendesk, Jesse Howard, Aker, AtFab, Open Structure).

Un esempio di come l’innovazione tecnologica porti con sé crescita e lavoro, coinvolgendo più figure professionali (tra cui operai edili, artigiani, innovatori, sviluppatori, designer, industria dell’arredamento, industria ICT, elettrica ed elettronica, architetti).

L’evento di inaugurazione della prima IoT residence italiana si è tenuto lo scorso 6 giugno in occasione del Torino Mini Maker Faire festival.

Exit mobile version