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Intelligenza artificiale e sicurezza, quali sono i trend 2024

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Trasparenza dei processi decisionali, innalzamento dei livelli di sicurezza, autenticazione multifattoriale, strumenti e tecniche per il rilevamento di deepfake. Non un “pronostico” ma veri e propri trend da approfondire per giocare d’anticipo.

Il 2024 vedrà l’adozione massiva dell’intelligenza artificiale. In tal senso, il mutevole panorama delle sicurezza evolverà in ogni suo aspetto, e le aziende si interrogheranno – ma in realtà già lo stanno facendo – sul tipo di impatto che avrà nei prossimi mesi. Anche alla luce di una serie di considerazioni: dalla trasformazione digitale alle nuove normative, dall’evoluzione tecnologica al contesto geopolitico. Oggi più che mai, dunque, l’imperativo è pianificare. Da qui, un’analisi dei quattro principali trend che caratterizzeranno il rapporto tra la sicurezza e l’intelligenza artificiale nel 2024.

Trasparenza del processo decisionale

L’integrazione dell’intelligenza artificiale nell’ambito della sicurezza in Rete sta trasformando le modalità di rilevamento e di gestione delle minacce. Un ruolo importante verrà assunto dall’eXplainable AI (XAI), basata su differenti principi e metodi per rendere comprensibili le decisioni dei modelli di IA e che ha nella trasparenza il suo principio fondamentale. Già dal prossimo anno si tratterà infatti di rendere il modello di intelligenza artificiale il più possibile comprensibile e “cristallino” per l’utente, in modo tale che quest’ultimo comprenda come l’algoritmo abbia assunto una determinata decisione o raggiunto una specifica conclusione.

Realtà aumentata per accrescere la sicurezza

Il comparto militare è sempre stato un pioniere in rapporto all’adozione dei progressi tecnologici emergenti, e la realtà aumentata non fa eccezione. Nel tempo, un numero sempre più ampio di dispositivi e sistemi AR hanno cominciato a penetrare non solo nell’esercito, ma anche nel sistema delle forze dell’ordine per creare ambienti di formazione più protetti e sicuri. Basti pensare al caso di un agente di polizia che, proprio grazie all’uso della realtà aumentata, sia in grado di visualizzare video con una serie di informazioni in sovraimpressione – consociando dati provenienti da sensori differenti (telecamere di sorveglianza, ad esempio) – per poi farne uso.

Approccio multiforme all’autenticazione

Capace di migliorare sensibilmente il canonico meccanismo statico nome utente/password – l’intelligenza artificiale sta infatti velocizzando la capacità di decifrare rapidamente le chiavi di accesso deboli – e di fornire sia una maggiore sicurezza sia una migliore user experience, l’autenticazione basata sul rischio ricorre ad algoritmi per calcolare i rischi delle azioni degli utenti, bloccando e segnalando le azioni con punteggi di rischio elevati. La loro adozione rappresenta un imperativo chiavo per le aziende, considerando che – solo per fare due esempi – sempre più utenti si collegano a risorse aziendali da reti differenti e non protette e non di rado i dispositivi da cui ci si connette sono in condivisione con altri membri della famiglia.

Intelligenza artificiale e sicurezza: strumenti e tecniche di rilevamento deepfake

Nell’era digitale, i deepfake rappresentano una minaccia rilevante per l’autenticità dei contenuti online. Questi sofisticati audio e video generati dall’IA riescono infatti ad imitare in maniera convincente persone reali, rendendo sempre più complicato discernere la realtà dalla finzione.

Certo la tecnologia alla base dei deepfake è già particolarmente avanzata, la lo sono altrettanto gli strumenti e le tecniche progettati (e in fase di progettazione) per rilevarli.

Diverrà sempre più prioritario, dunque, riuscire a distinguere tra i contenuti veri ed originali e quelli generati – oppure modificati –con l’intelligenza artificiale. La domanda reale a cui rispondere, però, sarà in che modo riuscire a farlo nel minor tempo possibile.

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