Lo studio

InsurTech, investimenti globali in startup per l’IA a +665%

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Si accelera la trasformazione tecnologica e digitale nel settore assicurativo, il comparto insurtech ha ricevuto un investimento complessivo di 11,2 miliardi di dollari nell’ultimo biennio. Boom startup basate su soluzioni cloud e app, big data & backend, intelligenza artificiale, internet of things e blockchain.

Nel periodo 2016-2018, l’ecosistema insurtech ha ricevuto un investimento complessivo di 11,2 miliardi di dollari, a livello mondiale, più del doppio di quello ottenuto tra il 2010 e il 2015 (5,5 miliardi di dollari). Si accelera quindi la trasformazione tecnologica e digitale nel settore assicurativo (insurtech nasce dall’unione dei termini insurance e technology), con particolare attenzione degli investitori nelle tecnologie esponenziali, che stanno praticamente ridefinendo la catena del valore nel mercato assicurativo.

È lo scenario illustrato nel nuovo Report “Insurtech outlook 2019”, condotto da everis e NTT Data, in cui sono le startup a svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo di soluzioni in grado di rispondere alle crescenti esigenze del settore: maggiore fidelizzazione dei clienti, nuove fonti di reddito e maggiore efficienza operativa, sono alcuni dei vantaggi che rendono le piccole imprese Insurtech partner interessanti per le compagnie assicurative.

Basti pensare che, tra il 2010-2015 e il 2016-2018, le startup basate sull’intelligenza artificiale hanno registrato la crescita più elevata di investimenti: + 665% tra i due periodi.
La spesa insurtech, secondo lo studio, si concentra su alcune tecnologie specifiche, quindi sulle startup basate su cloud e app, seguiti da big data & backend, intelligenza artificiale, internet of things e blockchain.

Questi investimenti – si legge in una nota everis – rivelano la necessità di elaborare e apprendere dai dati al fine di creare un’offerta personalizzata, attrarre e fidelizzare i clienti e ottenere processi più efficienti in tutte le linee di business”.
Le applicazioni mobile hanno una grande rilevanza e si prevede che il loro impatto aumenterà nei prossimi anni in quanto orientate verso la personalizzazione e le piattaforme di aggregazione e confronto”.

Le compagnie assicurative tradizionali guardano alla trasformazione digitale con grande interesse, secondo i ricercatori, ma non mancano le resistenze: “9 società di assicurazioni su 10 considerano l’Insurtech come un rischio per la loro attività attuale. Le startup, per conto loro, apprezzano la possibilità di avvicinarsi agli operatori tradizionali: accesso ai database dei clienti e risoluzione delle sfide normative, fattori chiave per scalare il loro business”.

Altro motivo di allarme tra le imprese del settore è il ruolo crescente delle big tech. I colossi tecnologici come Amazon, Alibaba, Apple, Baidu, Facebook e Google, stanno cercando di innovare nel settore assicurativo collaborando con diverse “startup disruptive” per iniziare ad entrare ad esempio nelle assicurazioni sanitarie o delle pmi: “Il loro obiettivo è innovare nel concetto, nella progettazione e commercializzazione di prodotti assicurativi adattati alle nuove abitudini di vita (casa connessa, auto a guida autonoma…) e collegarli attraverso le loro piattaforme, trasformando il modello di distribuzione assicurativa”.

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