Comunicazioni critiche

Inondazioni, incendi, cyberattacchi: la Commissione Ue vuole una rete unica di emergenza 5G e satellitare

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La comunicazione tra polizia, vigili del fuoco e servizi di emergenza rimane frammentata all'interno degli Stati membri. Ma ora la Commissione Ue sta proponendo una nuova architettura transfrontaliera entro il 2030.

La comunicazione tra polizia, vigili del fuoco e servizi di emergenza rimane frammentata all’interno degli Stati membri. Ma ora la Commissione Ue sta proponendo una nuova architettura progettata per semplificare le risposte alle emergenze che per loro natura sono spesso e volentieri transfrontaliere.

Un’esigenza che è diventata ancora più pressante quest’estate con la gran quantità di incendi boschivi che hanno devastato l’Europa quest’estate e che hanno spinto Bruxelles ad accelerare il suo progetto di unificazione dei sistemi di comunicazione. Mercoledì, la Commissione europea ha presentato l’architettura dell’EUCCS (Sistema europeo di comunicazioni critiche), che spera di rendere operativo entro il 2030, al più presto. Fino ad allora, il continente si trova ad affrontare situazioni in cui i sistemi di comunicazione per vigili del fuoco, polizia e servizi di emergenza si interrompono ai confini degli Stati membri.

Incompatibilità wireless fra paese e paese

“Questo accade spesso al confine tra Belgio e Paesi Bassi, che non è una linea retta. Recentemente, la polizia belga stava cercando un bambino scomparso. Hanno dovuto attraversare il confine più volte e perdere il segnale non appena entravano in territorio olandese”, ha spiegato un portavoce della Commissione. E ci sono molti altri esempi, come il blackout della rete elettrica in Spagna nell’aprile 2025.

L’Ue vuole unificare in una rete unica transfrontaliera le diverse reti di emergenza nazionali, per rispondere in maniera coordinata e condivisa a catastrofi naturali come incendi, inondazioni, ma anche ad attacchi cyber o attacchi di droni transfrontalieri.

Incendi, inondazioni, cyberattacchi non conoscono confini

Quando incendi attraversano i confini, cyberattacchi danneggiano le infrastrutture di un paese, oppure nel caso di devastanti inondazioni, le organizzazioni nazionali di primo intervento in caso di emergenza non opereranno più come entità nazionali isolate fra loro e con sistemi di comunicazione radio limitati alla voce.

E’ questa la proposta della Commissione Ue, che vuole modernizzare il sistema di gestione di crisi della Ue, con un salto di qualità tecnologico: l’obiettivo dichiarato è la creazione di una rete mobile intelligente in grado di trasmettere immagini video, immagini ad alta definizione, immagini, geolocalizzazione, e mappe di rischio in real time tramite uno strumento singolo sicuro.

Interventi isolati a livello nazionale

Finora le forze di sicurezza, i vigili del fuoco e i paramedici che vogliono interagire con un paese vicino si sono scontrati con un ostacolo insormontabile: l’incompatibilità delle reti di comunicazione al momento dell’attraversamento dei confini, costringendo a ricorrere a soluzioni di fortuna nel bel mezzo di disastri naturali, operazioni di contrasto alla criminalità organizzata o emergenze complesse. Pertanto, il nuovo Sistema di comunicazione critica dell’Unione Europea (EUCCS) collegherà automaticamente le infrastrutture di soccorso di tutti gli Stati membri e dei paesi dell’area Schengen.

Satelliti subentrerebbero in caso di guasto delle reti 4G e 5G

Le comunicazioni di emergenza continuerebbero a utilizzare le reti terrestri commerciali, come il 4G e il 5G. Tuttavia, in caso di guasto di queste reti, i satelliti europei subentrerebbero garantendo la continuità delle comunicazioni.

“L’UE non creerà un sistema centrale per la gestione di tutti i dati. Gli Stati membri manterranno il pieno controllo delle proprie infrastrutture di comunicazione critiche, garantendo al contempo l’interoperabilità obbligatoria a livello europeo”, ha detto ieri Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica.

Come ha aggiunto, grazie a questa transizione verso la banda larga 5G e i servizi di comunicazione critica, qualsiasi specialista impiegato oltre i confini nazionali potrà operare con la stessa fluidità “come se fosse a casa propria”.

Blackout reti fuori uso

Il Commissario europeo per gli Affari interni, Magnus Brunner, ha citato come esempio il maltempo a Valencia, affermando che “quando le inondazioni hanno lasciato intere regioni prive di elettricità o telecomunicazioni, gli avvisi di emergenza hanno subito ritardi e le squadre provenienti da Francia, Portogallo e altre parti della Spagna sono arrivate con le proprie attrezzature ma senza procedure comuni per la connettività”. Secondo il Commissario, “tutto ciò cambierà con il nuovo sistema”.

Obiettivo continuità operativa

La differenza sostanziale di questo piano rispetto alle reti telefoniche tradizionali risiede nella continuità operativa. Durante una crisi grave, mentre le linee commerciali vanno in tilt a causa della saturazione del traffico, il sistema europeo assegna priorità assoluta alle comunicazioni di emergenza. In caso di blackout su larga scala o di attacco informatico che metta fuori uso le antenne terrestri, la rete passerà automaticamente a satelliti di backup europei e a unità mobili dispiegabili sul campo.

Per garantire la protezione dell’intero sistema contro le minacce ibride e informatiche, l’infrastruttura sarà supervisionata da due centri specializzati dell’Unione: uno responsabile dei flussi di rete tramite un collegamento centrale in fibra ottica e l’altro dedicato esclusivamente alla sicurezza informatica.

“In una situazione di crisi, il tempo è fondamentale”, ha avvertito la Commissaria per la Preparazione e la gestione delle crisi, Hadja Lahbib. Ha sottolineato che chi rischia la vita deve poter contare su “comunicazioni estremamente affidabili”, consentendo a forze dell’ordine, vigili del fuoco e personale sanitario di restare in contatto anche qualora le reti convenzionali dovessero fallire.

Autonomia strategica Ue

Oltre a migliorare il coordinamento tra le squadre di diversi Paesi, il progetto mira a rafforzare l’autonomia strategica europea puntando su componenti, satelliti e tecnologie mobili sviluppati dall’industria dell’Unione stessa.

Il progetto ha completato con successo i primi test sul campo in scenari di confine che hanno coinvolto incendi boschivi e operazioni di contrasto al traffico di droga. Il provvedimento sarà ora discusso e approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio prima di avviare un’implementazione graduale in un primo gruppo di paesi nel 2030, per poi estendersi a tutta l’Unione e all’area Schengen entro il 2036.

Fitto, “Sistema comunicazioni critiche Ue funzionerà anche oltre confini nazionali“

“Con l’adozione della proposta per il nuovo sistema Ue di comunicazioni critiche” avremo “un sistema europeo che consentirà a forze di polizia, vigili del fuoco, protezione civile e servizi sanitari di comunicare tra loro durante le emergenze, anche oltre i confini nazionali”. Lo scrive su X il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto, a margine della proposta da parte di palazzo Berlaymont di un nuovo sistema Ue per le comunicazioni critiche (Euccs). Un sistema che Fitto definisce “comune e sicuro, in grado di funzionare anche quando le normali reti di comunicazione non sono disponibili”.

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