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Innovazione sociale e sviluppo sostenibile, bando Ue da 90 milioni di euro

Servizi di nuova generazione per i cittadini, valorizzazione delle aree verdi, low carbon economy, smart communities, lotta al cambiamento climatico, gestione dei flussi migratori, parità di genere, diritti dei lavoratori, consumo sostenibile, circular economy, sharing economy, sono solo alcuni dei focus del nuovo bando europeo del programma Development education and awareness raising (Dear).

Come annunciato venerdì scorso dal Commissario europeo per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, Neven Mimica, saranno messi a disposizione 90 milioni di euro di finanziamenti per le organizzazioni della società civile europee, comprese quelle piccole e di base, e per le autorità locali.

L’impegno attivo degli europei sui temi dello sviluppo globale è fondamentale – ha dichiarato Mimica – durante la crisi dei rifugiati le organizzazioni di base hanno avuto un ruolo cruciale. Ciò dimostra la forza del coinvolgimento del pubblico e della società civile”.

Il termine innovazione sociale può essere inteso in diverse declinazioni. Partendo dal “Libro bianco sull’innovazione sociale”, di Robin Murray, Julie Caulier Grice e Geoff Mulgan, tale fenomeno può significare semplicemente “un’innovazione socializzata, che crea nuovi sapere tecnici o organizzativi”; ma anche “un’innovazione sociale, ossia un approccio pragmatico ai problemi sociali, che applica tecniche manageriali per risolvere problemi nel presente”, senza badare molto all’orizzonte ideologico o alla correttezza politica.

Innovazione sociale implica anche “l’impiego di nuove tecnologie e soprattutto di nuove forme organizzative”, dove “l’organizzazione dal basso convive con una ‘socialità di rete’” e dove le stesse relazioni sociali diventano strumenti da mobilizzare nell’ attività imprenditoriale; dove nel bene e nel male “le differenze fra vita lavorativa, vita politica e vita privata tendono a scomparire”.

In questo senso “innovazione sociale comporta un nuovo modo di organizzare l’attività umana, nel lavoro come nell’ impegno politico”, un modo dove – per usare la terminologia di Hannah Arendt – “le potenzialità della vita vengono messe all’ opera in un impegno di natura etica e non morale”.

Il programma Dear sostiene progetti ideati e portati avanti da organizzazioni della società civile e da autorità locali, contribuendo a sensibilizzare il pubblico sugli obiettivi dello sviluppo sostenibile (Sdg). Gli Sdg, adottati nel 2015 dalle Nazioni Unite, coinvolgono i paesi e le persone nello sforzo per eliminare tutte le forme di povertà, combattere le disuguaglianze e affrontare il cambiamento climatico.

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