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Infrastrutture italiane, la Sardegna e Trentino ultime

Strade, ferrovie e aeroporti: ecco dove il taglio degli investimenti ha fatto più danni

Uno studio della Banca d’Italia ha misurato e quantificato questo il divario delle infrastrutture italiane tra le diverse aree del Paese. E i risultati sono deprimenti. Via Nazionale calcola la dotazione infrastrutturale di ogni regione non tanto in funzione del numero dei chilometri di autostrade o di alta velocità ma costruendo un indice che confronta per ogni Sll, Sistema Locale del Lavoro, le distanze rispetto alle aree economicamente più ricche e popolose con i tempi per raggiungerli. Tale differenza è una misura della dotazione infrastrutturale della regione in cui il Sll è compreso.

A che punto sono le infrastrutture italiane

Uno degli effetti della crisi finanziaria che ha colpito l’Italia dopo il 2009, e in particolare tra 2011 e 2013, è stato il calo della spesa in investimenti, più facilmente comprimibile in una fase di austerità rispetto a quella corrente, più visibile e con un impatto concreto sulla vita dei cittadini.

E gli investimenti per eccellenza sono quelli nelle infrastrutture come strade, ferrovie, aeroportima anche reti elettriche, telecomunicazioni. Le conseguenze di una minore erogazione di risorse in questo campo non sono riscontrabili nell’immediato, e per questo naturalmente sono preferite dai politici. Tuttavia emergono poi nel corso degli anni. E così la diminuzione dal 4,6% al 2,9% della spesa pubblica in conto capitale tra il 2009 e il 2019 sortisce i propri effetti oggi, in particolare nelle aree del Paese già strutturalmente più fragili, quelle del Mezzogiorno.

Infrastrutture stradali, in Italia bene il Friuli

Se prendiamo in considerazione il sistema di strade ed autostrade ad avere il punteggio più alto, 116,1 rispetto a una media nazionale di 100, è il Friuli Venezia Giulia, grazie alla presenza sia dell’A4 che dell’A23, Palmanova-Udine-Tarvisio, e probabilmente all’assenza di intasamenti che caratterizzano aree più densamente popolate. Così da questa regione è possibile raggiungere in tempi brevi i centri economicamente più rilevanti del Nordest e del Nord Italia. Buone anche le performance in questo ranking di Piemonte, Valle d’Aosta, Abruzzo, che possono godere infatti di una rete autostradale ampia in proporzione agli abitanti. Pessimo, solo 63,5 punti, il risultato della Sardegna, che per ovvi motivi si trova lontano dai centri di sviluppo economico. Non si può arrivare in questi dall’isola in tempi brevi con l’auto, se non caricandola su traghetti. Sotto la media per ragioni simili anche la Sicilia.

Infrastrutture italiane, dove le rotaie sono un problema

Maggiori diseguaglianze, con più regioni sotto quota 100, nell’ambito delle infrastrutture ferroviarie in Italia. Anche qui la Sardegna risulta ultima, con 70,3 punti. Ma in questo caso a risultate svantaggiato, con 81,9 è anche una realtà del Nord, il Trentino Alto Adige, che probabilmente paga l’assenza dell’Alta Velocità sul proprio territorio. Così come la Valle d’Aosta, con 89,6. È invece nel Lazio, su cui del resto convergono i Frecciarossa e gli Italo di tutto il Paese, che muoversi in treno è più conveniente e vantaggioso. Bene anche in questo caso il Friuli Venezia Giulia, che con 117,8 viene dopo la regione della Capitale.

Aeroporti: l’Emilia Romagna è la regione meglio dotata

Tra le infrastrutture italiane più importanti ci sono quelle aeroportuali. In Emilia Romagna la dotazione è del 47,1% maggiore di quella media nazionale. Conta probabilmente la vicinanza dei distretti produttivi e della gran parte degli abitanti agli aeroporti di Bologna, Parma, Rimini. Su livelli simili però anche Lombardia e Lazio, che del resto hanno le strutture più grandi d’Italia, con più passeggeri.

Infrastrutture italiane, il caso degli aeroporti

E se la Campania è esattamente in media, il gap infrastrutturale diventa molto grande appena ci si sposta appena più a Est, in Puglia, e soprattutto a Sud, con Basilicata, Calabria e Sicilia che risultano avere punteggi lontanissimi da quelli delle altre regioni in questo ambito. Ma peggio di tutti fa la s9olita Sardegna, cui l’indicatore di Banca d’Italia assegna solo un 15. Come isola evidentemente è meno collegata con l’unico strumento efficiente che è possibile usare nel suo caso, l’aereo, di quanto dovrebbe esserlo, almeno per offrire opportunità economiche sufficienti alle sue aziende.

I dati si riferiscono al 2018-2019
Fonte: Banca d’Italia

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