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Indipendenza digitale europea, la Commissione presenta 4 misure. Von der Leyen: “Non possiamo dipendere da altri”

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La Commissione europea ha presentato il pacchetto sulla sovranità tecnologica: misure volte a rafforzare la capacità dell'Europa nei settori dei semiconduttori, dell'intelligenza artificiale, del cloud e dell'open source, con l'obiettivo di potenziarne l'autonomia e la resilienza digitale, anche attraverso la sicurezza energetica.

Von der Leyen (Ue): “Non possiamo permetterci di dipendere da altri”. Il pacchetto per la sovranità tecnologica

Presentato il tanto atteso pacchetto europeo sulla sovranità tecnologica, con le misure volte a rafforzare la capacità dell’Unione europea in materia di semiconduttori, intelligenza artificiale (AI), cloud e open source, ma anche di efficienza energetica.

Non possiamo permetterci di dipendere da altri per le tecnologie che mantengono in funzione i nostri ospedali, le nostre reti energetiche stabili e i nostri servizi sicuri. Si tratta di proteggere i nostri cittadini, difendere i nostri interessi e fare le nostre scelte. L’Europa ha il talento, l’eccellenza della ricerca, la base industriale e il mercato unico. Insieme, dobbiamo trasformare questi punti di forza in sovranità tecnologica”. Ha dichiarato la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

I punti chiave del pacchetto comprendono: la legge sui chip 2.0 e la legge sullo sviluppo del cloud e dell’IA, la strategia open source e una tabella di marcia strategica per la digitalizzazione e l’AI nel settore dell’energia.

Il cloud computing è uno dei settori in cui la dipendenza europea è più evidente. Attualmente, le piattaforme statunitensi dominano il mercato. I tre principali fornitori (Microsoft, Amazon Web Services e Google) detengono circa il 70% del mercato europeo.
Secondo un rapporto del 2025 della società di consulenza francese Asteres, l’Unione europea spende circa 264 miliardi di euro all’anno per l’acquisto di software per il cloud computing che è sviluppato negli Stati Uniti.

Si rilancia e si torna di fatto il tema ineludibile dell’indipendenza digitale. Come ha spiegato il nostro direttore Luigi Garofalo nei giorni scorsi: “La Commissione Europea ha capito che dal punto di vista dell’innovazione tecnologica l’Europa deve iniziare ad agire in modo autonomo. Non più solo a normare, ma a fare innovazione – oggi dipende dal punto di vista digitale per l’80% da fornitori extra-UE – e a creare un’offerta tecnologica “made in Europe”, facendo crescere, allo stesso tempo, la domanda di Pubbliche Amministrazioni e aziende verso “uno stack tecnologico europeo completo”, con servizi e infrastrutture realizzati da aziende europee“.

Oggi è il nostro Tech Liberation Day!“, ha commentato sui social Thibaut Kleiner, uno dei direttori della Commissione europea, aggiungendo: “Adesso abbiamo bisogno che l’Europarlamento e il Consiglio adottino il Cloud and AI Development Act, ma anche di mettere in pratica la Strategia Open Source“. 

Chip 2.0, serve una produzione made in Eu

Oggi, ha precisato Ursula von der Leyen, “per oltre l’80% dei nostri prodotti, servizi e infrastrutture digitali, ci affidiamo a fornitori extra-UE“. “Chi promuove l’innovazione tecnologica plasmerà il futuro, e noi dobbiamo garantire che l’Europa svolga un ruolo di primo piano in questo processo. La sovranità tecnologica non significa protezionismo. L’Europa rimane fondata sui principi di apertura, partenariato e concorrenza leale – ha aggiunto la Presidente della Commissione – ma vogliamo essere in grado di fare le nostre scelte, evitando di dipendere da fornitori unici e dominanti, soprattutto provenienti da paesi che non condividono la sua stessa visione“.

Il pacchetto odierno ha tre obiettivi fondamentali: trasformare la nostra economia promuovendo l’adozione di nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale; rafforzare la resilienza delle nostre catene di approvvigionamento; promuovere il modello europeo di sovranità tecnologica“, ha precisato von der Leyen.

Obiettivi saranno raggiunti attraverso quattro azioni contenute nel pacchetto sulla sovranità tecnologica: la legge Chips 2.0; la legge sullo sviluppo del cloud e dell’intelligenza artificiale; una strategia europea per l’open source; una tabella di marcia strategica per la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale nel settore energetico.

La normativa sui semiconduttori o Chips Act 2.0 è finalizzata a rispondere prontamente alle vulnerabilità critiche nella catena di approvvigionamento globale dei semiconduttori, dato che l’Europa dipende ancora fortemente dai paesi terzi per la produzione avanzata e la progettazione di chip.

Con la legge Chip 2.0 l’Ue intende accelerare le procedure di autorizzazione, approfondire la cooperazione con i partner che condividono gli stessi principi e introdurre un nuovo marchio di eccellenza per le regioni europee dei semiconduttori.

I chip sono anche un’industria globale cruciale per la crescita in Europa. Sono il terzo prodotto più commercializzato al mondo, subito dopo petrolio e veicoli. Nel 2025 il mercato è stato valutato circa 595 miliardi di euro e si prevede che continuerà a crescere, superando la soglia dei trilioni di euro entro il 2030, con componenti legati all’AI che rappresentano oltre il 70 % del mercato globale dei semiconduttori.

L’intento della Commissione è sia avvicinare i produttori di chip europei ai loro clienti, a partire dalla domanda dei settori in crescita, come i data center, i fornitori di cloud e le Gigafactory di IA, sia sostenere gli investimenti e i progetti strategici, affrontando così le vulnerabilità che potrebbero mettere a rischio l’approvvigionamento.

Promuovere lo sviluppo dell’AI e del cloud

L’obiettivo annunciato oggi è triplicare la capacità dei data center in Europa nei prossimi cinque-sette anni e rafforzare il ruolo della strategia Apply AI per promuoverne l’adozione.

Per fare questo è necessario però tenere alto il principio della sostenibilità e quindi rispettare la tabella della transizione energetica: “bilanciando nel contempo le ambizioni in materia di AI con gli impegni in materia di clima”.

La legge sullo sviluppo dell’AI e il cloud (Cloud and AI Development Act, o CADA) l’introduzione di un quadro unico a livello “la sovranità del cloud e dell’AI”, mantenendo comunque “un mercato aperto ai partner che condividono gli stessi principi”. Viene da chiedersi, tra questi ci saranno o no le Big Tech?

Viviamo in un mondo in cui geopolitica e tecnologia sono inseparabili. Coloro che promuovono l’innovazione tecnologica daranno forma al futuro e dobbiamo garantire che l’Europa svolga un ruolo guida in questo senso. Il pacchetto odierno segna un importante cambiamento nel modo in cui l’Europa si avvicina alla sovranità tecnologica. È tempo che l’Europa abbia il controllo dei suoi dati, delle sue catene di approvvigionamento e del suo futuro in modo pulito e sostenibile. Stiamo rafforzando l’autonomia e la resilienza digitali dell’Europa, mantenendo nel contempo la nostra economia aperta ai partner di tutto il mondo”, ha commentato Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia.

Henna Virkkunen

Il mercato europeo del cloud e dell’AI sta crescendo rapidamente, passando da 70 miliardi di euro nel 2022 a 200 miliardi previsti entro il 2028. Queste tecnologie aumentano la produttività, migliorano i servizi pubblici e cambiano la vita quotidiana. Ad oggi, però, il loro pieno potenziale non è ancora pienamente realizzato in Europa.

La sovranità tecnologica passa per l’open source

Il pacchetto punta dritto all’open source per rafforzare l’autonomia digitale del continente: “Abbiamo oltre tre milioni di contributor open source. Forniscono soluzioni digitali realizzate in Europa, per l’Europa, sulla base di principi e valori europei”.

Seguendo questo principio, si capisce che l’Europa porterà avanti una strategia mirata a sviluppare e sostenere alternative open source in settori prioritari quali il cloud, l’AI, le tecnologie internet, la cibersicurezza e i semiconduttori.

Per ottenere un ecosistema open source più forte bisogna investire nelle competenze, sostenendo le startup open source e migliorando la manutenzione e la sicurezza a lungo termine dell’infrastruttura digitale open source europea. Altro punto chiave è il maggiore utilizzo dell’open source nelle pubbliche amministrazioni, da promuovere secondo quanto riportato nel documento ufficiale attraverso orientamenti chiari e più specifici in materia di appalti e best practice.

Dan Jørgensen

Jørgensen (Ue): “Non può esserci sovranità digitale senza sovranità energetica

Altro problema non da poco, come abbiamo sperimentato sulla nostra pelle da qualche anno a questa parte è l’elevato costo dell’energia. Qui la Commissione vede come unica strada maestra la digitalizzazione del settore energetico dell’Unione.

Le guerre e le tensioni geopolitiche sempre più profonde ci obbligano ad agire con fermezza e rapidità, anche in considerazione dell’aumento della domanda di energia legato all’esplosione delle infrastrutture digitali necessarie a cloud e AI.

La strategia presentata oggi, è spiegato nel comunicato, stabilisce in che modo l’AI e altre soluzioni digitali possono garantire l’integrazione sostenibile dell’infrastruttura digitale critica nel nostro sistema energetico, contribuendo nel contempo a rendere più efficiente il sistema energetico dell’Unione.

Dobbiamo integrare le infrastrutture digitali nel nostro sistema energetico in modo sostenibile. Perché non può esserci sovranità digitale senza sovranità energetica“, ha dichiarato secco Dan Jørgensen, Commissario per l’Energia e l’edilizia abitativa.

La digitalizzazione del sistema energetico è la possibilità per l’Europa di ottenere di più dalle stesse infrastrutture di cui disponiamo e di ridurre le bollette per i consumatori. Questo pacchetto coglie questa opportunità e garantisce che la crescente domanda dei centri dati funzioni con la rete, non contro di essa, quindi l’ambizione digitale dell’Europa alimenta la transizione energetica piuttosto che competere con essa”, ha affermato Teresa Ribera, Vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva.

A tal fine, la tabella di marcia dovrebbe garantire che i data center siano integrati nel nostro sistema energetico “in modo sostenibile e trasparente”.
Nel 2024, i data center europei hanno consumato energia elettrica sufficiente ad alimentare quasi 20 milioni di famiglie. Entro il 2030, l’Ue stima che questa domanda raddoppierà.

Introdurremo a breve un sistema di classificazione europeo per i data center. Promuoveremo inoltre un modello di accordo tra autorità pubbliche, gestori di data center e operatori del settore energetico. La nostra attenzione si concentrerà sull’integrazione nella rete elettrica, sulla fornitura di energia pulita, sulla flessibilità e sull’efficienza energetica, unitamente alla tutela delle risorse idriche e al rispetto degli standard ambientali“, ha aggiunto il Commissario per l’Energia.

La Commissione, di suo, lavorerà per facilitare “la cooperazione tra i settori dell’energia e del digitale” per garantire l’integrazione efficiente nella rete di queste infrastrutture e il necessario approvvigionamento di energia pulita per aliimentarle, salvaguardando nel contempo le risorse idriche ed energetiche.

Come più volte è stato detto, le stesse tecnologie digitali, in primis l’AI, saranno fondamentali per migliorare i livelli di efficienza energetica in generale e di efficienza della rete elettrica europea. A tal fine è considerata di primaria importanza la diffusione dei contatori di nuova generazione per il migliore controllo sui consumi dell’energia e quindi sui costi in bolletta.

In ultima analisi, la digitalizzazione dell’energia contribuirà a costruire modelli AI sovrani e sicuri per il settore energetico, formati sui dati europei e sviluppati dalle imprese europee: “Vogliamo creare un nuovo modello di intelligenza artificiale per il settore energetico, addestrato su dati europei e sviluppato da aziende europee. Si tratta di una questione di sovranità tecnologica europea e di autonomia strategica. Per questo motivo, svilupperemo modelli di intelligenza artificiale lungo tutta la catena del valore e istituiremo un quadro normativo a livello UE per semplificare lo scambio transfrontaliero di dati energetici“.

Stiamo vivendo una rivoluzione digitale globale e una corsa mondiale per plasmare il futuro dell’intelligenza artificiale. Queste tecnologie stanno trasformando il nostro modo di vivere, lavorare e alimentare le nostre economie. L’Europa non deve semplicemente partecipare a questa trasformazione, deve guidarla. Ma leadership significa farlo in un modo che rifletta i nostri valori: responsabile, sostenibile e a beneficio di tutti i consumatori e di tutti i settori. Il nostro compito è chiaro: gestire le crescenti esigenze energetiche della digitalizzazione, liberando nel contempo le immense opportunità che l’innovazione pone alla nostra portata”, ha spiegato Jørgensen.

Da migliorare, infine, la sicurezza informatica dei dispositivi critici, come gli impianti solari, contestualmente ad un utilizzo più sicuro dell’intelligenza artificiale.

In arrivo il bando per le gigafactory AI

A questo punto si attende per luglio l’invito a presentare proposte per la rete di gigafactory AI europee.

La Commissione avvierà inoltre una consultazione con gli Stati membri, la Banca europea per gli investimenti e altre parti interessate per raccogliere le risorse necessarie a finanziare le ambizioni europee in materia di sovranità tecnologica.

Tutte le proposte legislative presentate oggi dovranno comunque essere negoziate dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea nelle prossime settimane.

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