La Commissione ritiene in via preliminare che il design di TikTok crei dipendenza e violi la legge sui servizi digitale (Dsa)
È un’indagine preliminare che la Commissione europea sta portando avanti, ma è già abbastanza decisa nel formulare la sua ipotesi: “TikTok ha violato la legge sui servizi digitali per il suo design che crea dipendenza. Ciò include funzionalità come scorrimento infinito, riproduzione automatica, notifiche push e il suo sistema di raccomandazione altamente personalizzato”.
Si tratta del Digital service act (Dsa), il regolamento europeo sui servizi digitali che tanto sta facendo arrabbiare il Presidente americano Donald Trump e tutte le Big Tech.
“In via preliminare”, l’indagine indica che TikTok non ha valutato adeguatamente in che modo queste caratteristiche di dipendenza “potrebbero danneggiare il benessere fisico e mentale dei suoi utenti”, compresi i minori e gli adulti vulnerabili.
Un design troppo progettato sugli utenti, con finalità di aumento dell’utilizzo e della frequenza di apertura dell’app, nonché del tempo passato speso (magari anche di notte), potrebbe creare sempre più dipendenza. La ricerca scientifica dimostra che questo tipo di interazione può portare a comportamenti compulsivi e ridurre l’autocontrollo degli utenti.
Ad esempio, “premiando” costantemente gli utenti con nuovi contenuti. Secondo la Commissione, alcune caratteristiche progettuali di TikTok alimentano l’urgenza di continuare a scorrere e spostare il cervello degli utenti in “modalità pilota automatico”.
“La dipendenza dai social media può avere effetti dannosi sulle menti in via di sviluppo di bambini e adolescenti. La legge sui servizi digitali rende le piattaforme responsabili degli effetti che possono avere sui loro utenti. In Europa applichiamo la nostra legislazione per proteggere i nostri figli e i nostri cittadini online“, ha dichiarato in una nota Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia.
Regnier (Ue): “TikTok piattaforma più usata dopo mezzanotte dai giovani tra i 13 ed i 18 anni“
Di fatto, si legge nella comunicazione ufficiale, “la Commissione ritiene che TikTok debba modificare la struttura di base del suo servizio. Ad esempio, disabilitando le principali caratteristiche che creano dipendenza”.
“TikTok è utilizzata in Europa da 170 milioni di utenti, molti dei quali sono minorenni, se non bambini”, ha spiegato il portavoce della Commissione europea, Thomas Regnier, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, aggiungendo che “TikTok è la piattaforma più usata dopo mezzanotte dai giovani tra i 13 ed i 18 anni. Sopra questa piattaforma i ragazzi tra i 12 ed i 15 anni ci passano anche 4-5 ore al giorno”.
“Questa caratteristiche portano all’uso compulsivo dell’app, rappresentano un rischio importante per gli utenti e la loro salute mentale, in particolare per i bambini”, ha specificato Reigner.
TikTok risponde: “Accuse false e prive di fondamento”, ma rischia una sanzione fino al 6% del suo fatturato globale annuo
La risposta all’indagine non si è fatta attendere ed è infatti arrivata a stretto giro: “Le indagini preliminari della Commissione descrivono la nostra piattaforma in modo completamente falso e privo di fondamento e adotteremo tutto il necessario per contrastare tali accuse con ogni mezzo a nostra disposizione”, ha dichiarato il portavoce di TikTok.
TikTok ha ora la possibilità di esercitare il suo diritto alla difesa. Essa può esaminare i documenti contenuti nei fascicoli d’indagine della Commissione e rispondere per iscritto alle constatazioni preliminari della Commissione. Parallelamente sarà consultato il comitato europeo per i servizi digitali.
Se il parere della Commissione è infine confermato, la Commissione può emettere una decisione di non conformità, che può infliggere un’ammenda proporzionata alla natura, alla gravità, alla ricorrenza e alla durata dell’infrazione e raggiungere fino al 6 % del fatturato mondiale totale annuo del fornitore, ma non oltre.
Lo scorso mese, in audizione davanti alle Commissioni riunite Trasporti e Cultura della Camera dei Deputati del nostro Paese, Meta e TikTok avevano chiesto una regolazione più flessibile, mettendo in guardia dal rischio di norme troppo rigide “che potrebbero incidere negativamente sulla libertà di espressione e sul funzionamento delle piattaforme“.
Il portavoce Ue Regnier: “Applichiamo nostra legislazione e agiremo contro piattaforme se necessario“
“Non esitiamo a intraprendere azioni contro le piattaforme americane se necessario”, ha aggiunto Regnier rispondendo a una domanda sull’eventuale “timidezza” dell’esecutivo europeo nel colpire le aziende statunitensi.
Perché se da un lato oggi si parla delle accuse e delle possibili azioni contro TikTok, è anche verso che non si sa cosa accadrà a Meta, su cui sono in corso indagini parallele e che potenzialmente potrebbero portare a decisioni anche più pesanti.
“Non ci tiriamo indietro davanti a nulla. Applichiamo la nostra legislazione”, ha sottolineato il portavoce della Commissione, ricordando che la prima multa ai sensi del Dsa è stata inflitta lo scorso dicembre alla piattaforma statunitense X.
“Non c’è timidezza né paura. Quando avviamo indagini su una piattaforma di una certa origine, ci viene chiesto perché su quella e non sull’altra, e se abbiamo paura dell’altra. Poi alla fine arriviamo anche all’altra. Seguiamo, come ha ricordato anche Thomas, il processo per portare avanti i diversi casi. Questo richiede tempo e analisi. Quindi, quando siamo pronti, avviamo nuove indagini, come è successo oggi”, ha invece dichiarato la portavoce-capo dell’esecutivo europeo, Paula Pinho.
Regnier ha poi affrontato un altro tema chiave del rapporto pericoloso tra minori e piattaforme, rigettando la possibilità che la Commissione sia “poco decisionista” riguardo l’attuazione di un’età minima per l’accesso ai social media, per cui i singoli Paesi, come Francia e Spagna, starebbero andando in ordine sparso.
“Siamo al loro fianco – ha precisato il portavoce della Commissione – ricordiamo anche che è estremamente importante rispettare l’effetto armonizzatore della Dsa, proprio perché l’interesse di questa Commissione è proteggere i 450 milioni di cittadini dell’Ue”, quindi anche i minorenni e i bambini.
