Il Regno Unito dipende troppo da un numero ristretto di Big Tech per la fornitura di datacenter critici, software e infrastrutture digitali, oil che mette a rischio la sicurezza nazionale. E’ questo il messaggio di un report realizzato da Open Rights Group (ORG) sostenuto da un certo numero di parlamentari.
Il report di fatto mette in guardia il paese dalla dipendenza del Regno Unito dalle big tech americane, soprattutto adesso che i rapporti fra i due paesi si sono fatti tesi. Tra l’altro, lo stesso scenario potrebbe riproporsi paro paro anche in Italia dopo la rottura fra Trump e Meloni, che coinvolge anche Israele.
Italia a rischio di dazi tecnologici dopo la rottura con Trump?
Quali conseguenze avrà la rottura di Meloni con Trump sul fronte tecnologico?
L’Italia sarà esposta al rischio di dazi tecnologici come ritorsione da parte degli Usa?
Aumenteranno i prezzi di prodotti e servizi digitali made in Usa?
E’ presto per dirlo, ma che la situazione possa inasprirsi per il nostro paese non è affatto escluso.
La questione non è banale, considerato che gran parte delle infrastrutture Cloud del nostro paese sono basate su hyperscalers e tecnologie made in Usa. Per non parlare delle infrastrutture della nostra PA.
La Francia di Macron esempio di indipendenza digitale europea
In Europa l’esempio lampante di indipendenza digitale come postura politica è dato dalla Francia di Macron, che nei giorni scorsi ha tra l’altro deciso di bandire l’uso di Windows dalla Pubblica Amministrazione. Una decisone che probabilmente il nostro paese non potrebbe prendere per mancanza di alternative tecnologiche concrete. Ma che dovrebbe servire da esempio sulla linea politica da seguire per togliersi da una situazione di possibile ricatto e vendetta digitale da parte dell’amministrazione Trump.
La Francia ha stanziato 4,5 miliardi di euro per finanziare l’indipendenza digitale del paese, una battaglia che da tempo porta avanti Key4biz e che dovrebbe essere centrale a livello europeo.
Divergenze Usa-Uk su guerra in Iran
Secondo il rapporto di ORG, le divergenze tra Regno Unito e Stati Uniti sulla condotta della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, qualora si aggravassero, potrebbero esporre il Regno Unito al rischio di sanzioni statunitensi con conseguenze sulle infrastrutture critiche.
Le grandi aziende tecnologiche hanno sfruttato il loro potere e le loro risorse per controllare i mercati, limitare l’innovazione e fare pressioni sul governo, riuscendo così a conquistare il mercato delle infrastrutture critiche del Regno Unito, sostiene il gruppo di pressione, aggiungendo: “Questa eccessiva dipendenza da aziende straniere è diventata una questione urgente di sicurezza nazionale, poiché le azioni di politica estera degli Stati Uniti stanno creando incertezza geopolitica”.
Rischio di sanzioni
Gli Stati Uniti hanno il potere di imporre sanzioni che possono essere utilizzate per impedire alle aziende di fornire servizi tecnologici a istituzioni governative o a singoli individui, mettendo a rischio i servizi critici in caso di controversia con gli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti hanno utilizzato i propri poteri per sanzionare la Corte penale internazionale (CPI), portando Microsoft a bloccare l’account di posta elettronica del procuratore capo della CPI dopo che gli Stati Uniti si erano opposti all’emissione di mandati di arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
“Se le relazioni tra il Regno Unito e gli Stati Uniti dovessero deteriorarsi – ad esempio, a causa della Groenlandia o dell’Iran – gli Stati Uniti potrebbero esercitare la propria influenza attraverso il dominio aziendale sulle infrastrutture critiche del Regno Unito”, sostiene il rapporto.
Sorveglianza di dati sovrani attraverso il Cloud made in Usa?
Il Regno Unito rischia inoltre di essere esposto alla sorveglianza dei dati sovrani attraverso i servizi cloud statunitensi, a cui le agenzie statunitensi possono accedere in base al Cloud Act statunitense; e attraverso le aziende tecnologiche cinesi, che, in base alle leggi cinesi sull’intelligence nazionale, sono obbligate a collaborare con il governo e i servizi segreti cinesi.
Rischio di dipendenza dalle Big Tech
Il governo britannico dipende da fornitori e società di consulenza IT strategiche, il che ha portato i dipartimenti governativi a essere “vincolati” alla tecnologia di un fornitore specifico, esponendoli al contempo a sovrapprezzi e sforamenti di budget, sostiene il rapporto.
L’Autorità per la Concorrenza e i Mercati (CMA) ha stimato in un rapporto dello scorso anno che il Regno Unito potrebbe pagare fino a 500 milioni di sterline in più all’anno per i servizi cloud rispetto a quanto pagherebbe in un mercato più competitivo.
L’Open Rights Group ha esortato il governo britannico a seguire l’esempio dei paesi dell’UE, tra cui Germania, Francia, Paesi Bassi e Danimarca, che stanno investendo strategicamente in tecnologie basate su standard aperti e software open source pubblicamente disponibile. L’organizzazione ha sostenuto che investire in software open source, che deve essere reso disponibile gratuitamente al pubblico, stimolerà l’economia e l’innovazione, citando una ricerca dell’UE secondo cui ogni sterlina investita in tecnologia open source produce un ritorno economico di 4 sterline.
Il Regno Unito dovrebbe promuovere il cloud nazionale
Il deputato liberaldemocratico Tim Clement-Jones ha detto a Computer Weekly che il governo dovrebbe modificare le proprie norme sugli appalti pubblici per aiutare i fornitori di servizi cloud del Regno Unito a espandersi: “Dobbiamo modificare le nostre norme sugli appalti pubblici per favorire effettivamente i fornitori del Regno Unito”.
Ha aggiunto che il governo dovrebbe incoraggiare maggiormente i fornitori di software open source e lo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale nazionali: “Sembra esserci ben poca strategia olistica in merito”, ha affermato.
Il deputato laburista Clive Lewis ha detto che la dipendenza del governo britannico dalle grandi aziende tecnologiche, come Palantir, ha reso il Regno Unito “pericolosamente vulnerabile”, dichiarando: “Con la crescente incertezza geopolitica derivante dalle azioni militari di Stati Uniti e Israele, il Regno Unito deve garantire il controllo delle proprie infrastrutture digitali critiche. La sovranità digitale deve essere una priorità”.
Sian Berry, deputata del Partito dei Verdi, ha aggiunto che la sovranità digitale dovrebbe essere una priorità assoluta per il governo. “Poiché gli eventi globali continuano a causare instabilità, dobbiamo costruire una maggiore resilienza per proteggere le nostre infrastrutture digitali critiche dalla potenziale minaccia di sanzioni e interruzione dei servizi”.
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