Centinaia di voli ancora cancellai (quasi 2.000 da ieri): cosa è successo al traffico aereo britannico?
Caos in cielo e in terra, non si contano più i voli cancellati e il numero di passeggeri colpiti dal grave problema tecnico che da ieri ha mandato in tilt il sistema informatico di controllo del traffico aereo britannico. Si contano quasi 2.000 aerei rimasti a terra.
Non si sa ancora cosa sia successo di preciso e quale sia il grave problema tecnico che ha causato il quasi blackout del traffico aereo del Regno Unito. La National Air Traffic Services (NATS) ha dichiarato già ieri sera di essere ancora al lavoro per risolvere i disagi causati da un “problema di sistema”.
Stamattina si segnala una lenta ma progressiva ripresa dei voli, ma ancora 150 sono state le cancellazioni registrate dalla piattaforma di monitoraggio Flightradar24, soprattutto negli aeroporti di Heathrow, Gatwick, Glasgow, Manchester, Birmingham, Bristol, Stansted e Cardiff, secondo quanto riportato dalla BBC.
Disagi pesanti per 250.000 passeggeri: “Migliaia di persone si trovano fuori posto in questo momento”
Secondo l’esperto di traffico aereo Simon Calder, intervistato da BBC Breakfast: “Più di 250.000 persone si sono ritrovate in luoghi diversi da quelli previsti a causa del caos nei trasporti di martedì. Il problema sarà sicuramente risolto nelle prossime ore, ma piloti, aerei e passeggeri continueranno a trovarsi dislocati in posti diversi rispetto a quanto previsto e questo significa che ci vorranno giorni prime che tutte le persone coinvolte arrivino a destinazione”.
Questo in sostanza significa, ad esempio, essere dirottati verso un aeroporto diverso da quello previsto, oppure vedersi cancellare il volo e non poter raggiungere la destinazione prevista per il trasporto successivo. Essendo questo un periodo ancora di alta stagione per il turismo, molti aerei sono tutti pieni e chi dovrà trovare un posto per tornare a casa o raggiungere la destinazione prevista è probabile che rimarrà in attesa per giorni.
Un caos confermato anche dall’amministratore delegato di National Air Traffic Services, Martin Rolfe, che ha spiegato: “Ci vorrà tempo per risolvere il cumulo di disservizi accumulato”. Il CEO ha poi dovuto informare la ministra dei trasporti, Heidi Alexander, in merito a quanto accaduto. Oggi inoltre la responsabile del dicastero dovrà a sua volta informare la Camera dei Comuni, proprio durante la seconda lettura del disegno di legge sull’aviazione civile, secondo quanto riportato da The Guardian.
“Escludiamo l’attacco cyber”
Al momento Rolfe ha escluso l’attacco cyber: “We have at this point ruled out cyber. We don’t believe it was a cyber attack”.
“Ovviamente – ha aggiunto il CEO del NATS- la mia priorità e quella del team è stata innanzitutto riportare il nostro sistema alla normale operatività, cosa che adesso è avvenuta. Tuttavia, le conseguenze dell’interruzione sono ancora molto significative e continueremo a lavorare per gestirle nel corso della giornata. Successivamente, la nostra attenzione si concentrerà su quanto è accaduto e sulle cause di questo specifico incidente. Quello che posso dire è che, per quanto ne so, non abbiamo mai visto lo stesso tipo di incidente verificarsi più di una volta. Si tratta quindi di qualcosa di diverso, che non avevamo mai riscontrato in 50 anni di attività”.
Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

