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In Italia l’energia è sotto cyber-attacco. Eni la nuova vittima

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La nota di Eni: “Le conseguenze risultano attualmente di lieve entità”.

È andato a buon fine un attacco informatico ai danni di Eni, ma con “conseguenze di lieve entità”, fa sapere il gigante energetico. Si tratterebbe di un ransomware, secondo fonti di Bloomberg, la prima a dare la notizia.

Energia sotto cyber attacco

Eni è stata colpita, dopo il cyber-attacco sferrato, nella notte tra domenica e lunedì scorsi, ai danni del Gestore dei servizi energetici (Gse). L’energia sembra essere dunque un bersaglio delle cyber gang proprio nei giorni in cui il Governo è alle prese con provvedimenti straordinari per contrastare il caro-bollette. Massima allerta di intelligence e Agenzia per la cybersicurezza nazionale, considerando l’attivismo russo sul fronte della minaccia cyber. Valutata l’ipotesi che sia in corso una campagna offensiva. E oggi potrebbe svolgersi a Palazzo Chigi, prima del Consiglio dei ministri, una riunione del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (Cisr). Sui casi specifici indagano gli specialisti della Polizia postale.

La nota di Eni: “Le conseguenze risultano attualmente di lieve entità”

Eni ha fatto sapere oggi che “i sistemi di protezione interni della società hanno rilevato nei giorni scorsi, nell’ambito delle attività di monitoraggio delle infrastrutture informatiche, rafforzate a seguito dell’inizio del conflitto in Ucraina, accessi non autorizzati alla rete aziendale e stiamo lavorando per valutare le conseguenze del tentativo d’attacco, che risultano attualmente di lieve entità”.

L’attacco informatico a Use

Per quanto riguarda Gse, l’attacco è avvenuto “per mezzo di un malware di ultima generazione” e la società ha reso indisponibili sito internet e portali per “mettere in sicurezza i dati e i sistemi informativi”. Ad ora il sito risulta ancora irraggiungibile e gli esperti dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale sono al lavoro per rimediare all’attacco e contribuire al ripristino dei servizi. Nelle stesse ore anche il Comune di Gorizia ha subito un attacco informatico di tipo ransomware, cioè con richiesta di riscatto e l’azione contro Gse potrebbe appartenere a questa stessa tipologia, sempre più diffusa.

Gabrielli: “La minaccia ibrida ha preso il sopravvento sulla guerra fisica

Solo ieri l’Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, Franco Gabrielli, aveva rilanciato l’allarme cyber. “La minaccia ibrida – sono le parole del sottosegretario – ha preso il sopravvento sulla guerra fisica ed io continuo a ritenere preoccupante tutto quello che si muove nello spazio cibernetico”. La preoccupazione è condivisa dal Governo che nel decreto aiuti bis ha inserito una norma per consentire all’Intelligence di adottare misure di contrasto in ambito cibernetico in caso “di crisi o di emergenza a fronte di minacce che coinvolgono aspetti di sicurezza nazionale e non siano fronteggiabili solo con azioni di resilienza”. Non basta rafforzare le difese cyber, dunque, occorre anche poter contrattaccare, quando l’attaccante è identificato.