C’è chi parte per il mare con un romanzo in valigia e chi, insieme alla crema solare, porta anche il computer “per ogni evenienza”. Chi controlla le e-mail sotto l’ombrellone, chi risponde a un messaggio di lavoro durante una passeggiata in montagna e chi continua a leggere le notifiche anche quando dovrebbe essere ufficialmente in ferie.
Con l’arrivo delle vacanze estive, il desiderio di staccare davvero dal lavoro torna a essere uno dei temi più sentiti dai lavoratori. Per molti, però, la pausa resta più teorica che reale, perché la distanza fisica dall’ufficio non coincide necessariamente con una vera disconnessione professionale.
Un lavoratore su cinque contattato fuori orario
Secondo una recente analisi pubblicata da Eurofound, un lavoratore europeo su cinque dichiara di essere contattato per motivi professionali al di fuori dell’orario lavorativo diverse volte al mese.
Lo studio evidenzia anche una relazione diretta tra la reperibilità costante e i livelli di stress. Tra i lavoratori contattati quotidianamente, almeno sei su dieci affermano infatti di sentirsi stressati sempre o quasi sempre durante il lavoro.
Il risultato è che le ferie rischiano di trasformarsi in una sorta di “modalità aereo” incompleta. Si è lontani dall’ufficio, ma non davvero fuori dal lavoro. E-mail da leggere, richieste urgenti, chat aziendali e piccoli compiti lasciati in sospeso finiscono per entrare anche nei momenti che dovrebbero essere dedicati al riposo, alla famiglia, agli amici o semplicemente a sé stessi.
Disconnettersi è anche una questione organizzativa
Secondo Sesame HR, piattaforma tecnologica europea per la gestione digitale delle risorse umane, il diritto alla disconnessione non dipende soltanto dalla buona volontà dei singoli lavoratori.
Staccare davvero è anche una questione di organizzazione. Il benessere lavorativo, infatti, non passa esclusivamente attraverso benefit, iniziative dedicate o politiche di welfare, ma anche dalla qualità della gestione quotidiana del lavoro.
Tra gli elementi centrali rientrano la pianificazione delle ferie, la visibilità sulle assenze, la distribuzione dei carichi, passaggi di consegne chiari e strumenti che permettano ai team di sapere chi è disponibile e chi, invece, non deve essere contattato.
Il rischio delle urgenze prima e durante le ferie
Una gestione poco strutturata del periodo estivo può produrre l’effetto opposto rispetto a quello desiderato.
Prima della partenza possono accumularsi attività, richieste da chiudere rapidamente e consegne da completare. Durante le ferie, invece, colleghi sovraccarichi, urgenze improvvise e richieste dell’ultimo minuto possono continuare a inseguire chi dovrebbe essere fuori servizio.
In queste condizioni, il tempo di riposo viene interrotto e il lavoratore continua a sentirsi responsabile delle attività lasciate in ufficio, anche quando non dovrebbe essere operativo.
Al contrario, quando ferie, permessi e assenze vengono pianificati con anticipo e in modo trasparente, diventa più semplice garantire la continuità del lavoro senza interrompere il riposo di chi è in vacanza.
Il nodo delle piccole e medie imprese
Il tema è particolarmente rilevante per le piccole e medie imprese, dove l’assenza anche temporanea di una figura chiave può avere un impatto significativo sull’operatività quotidiana.
In questi contesti, una pianificazione incompleta può rendere più frequenti le richieste rivolte ai dipendenti assenti, soprattutto quando informazioni, responsabilità e attività dipendono da poche persone.
La digitalizzazione dei processi HR consente invece di avere una visione aggiornata di ferie, permessi, disponibilità e carichi di lavoro. In questo modo è possibile ridurre il rischio di sovrapposizioni e facilitare la gestione dei periodi caratterizzati da un numero maggiore di assenze.
L’obiettivo è distribuire le responsabilità prima della partenza, evitando che l’operatività aziendale dipenda dalla reperibilità di chi si trova in ferie.
“Godersi le ferie senza notifiche e sensi di colpa”
“In un momento in cui il confine tra vita professionale e personale è sempre più sottile, la possibilità di godersi le ferie senza notifiche, senza sensi di colpa e senza la sensazione di dover essere sempre reperibili sta diventando una componente essenziale del benessere lavorativo”, conclude Sesame HR.
La vera disconnessione, dunque, non comincia soltanto quando si spegne il computer o si chiude la valigia. Inizia prima, attraverso il modo in cui il lavoro viene pianificato, distribuito e organizzato.
Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

