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ilprincipenudo. Legge Cinema, il Ministro Bonisoli pronto ad incontrare le associazioni

Il Ministro della Cultura Alberto Bonisoli annuncia incontri con il settore cinematografico e audiovisivo per ridefinire i decreti di attuazione della “legge Franceschini-Giacomelli”. Nuovi bandi di finanziamento per 38,5 milioni di euro.

di Angelo Zaccone Teodosi (Presidente Istituto italiano per l’Industria Culturale - IsICult) |
Angelo Zaccone Teodosi

ilprincipenudo ragionamenti eterodossi di politica culturale e economia mediale, a cura di Angelo Zaccone Teodosi, Presidente dell’Istituto italiano per l’Industria Culturale – IsICult (www.isicult.it) per Key4biz. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui.

Oggi pomeriggio venerdì 15 giugno, l’Ufficio Stampa del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha diramato un comunicato molto interessante, perché sembra quasi una risposta a chi temeva che il neo Ministro Alberto Bonisoli potesse essere particolarmente (troppo) stimolato da alcune anime del “made in Italy” (ovvero la moda ed il design), a causa del proprio percorso professionale (è un esperto di formazione professionale proprio in quei settori), a svantaggio di altri: il titolare del dicastero annuncia specifica sensibilità rispetto al cinema ed all’audiovisivo, segnalando che incontrerà presto le associazioni di categoria, ed informando che una tranche dei finanziamenti al settore (per ben 38,5 milioni di euro) è operativa da oggi, essendo stati pubblicati i bandi sul sito web della Direzione Generale della Cinematografia (diretta da Nicola Borrelli).

 

Il Ministro intende “ascoltare il punto di vista delle associazioni rispetto all’attuazione della Legge Cinema e le proposte di modifica dei decreti attuativi. L’incontro sarà utile per mettere in campo tutte le modifiche e i miglioramenti necessari per definire un quadro di regole moderno ed efficace e un sistema di incentivi efficace e meritocratico”.

 

Molto importante verificare quali saranno le associazioni che verranno ascoltate: ci si augura che quella asimmetria che si registrò durante il mandato dell’ex Ministro Dario Franceschini (una qual certa predominanza dell’anima “economica” – ovvero Anica, Apt, Confindustria Radio Televisioni – sull’anima “artistica” – ovvero 100autori, Anac, Wgi – e professionale – Fidac…) venga superata da una prospettiva più aperta e plurale e trasparente e dialettica.

 

Intanto una delle “lobby” più potenti, ovvero Anica (ritenuta da alcuni la “ghost writer” della nuova legge cinema) alza la voce, manifesta un grido d’allarme, e propone una interpretazione critica dei problemi in essere in prospettiva globale, nelle parole del Presidente Francesco Rutelli: “Un’industria di alta qualità ma di dimensioni medio-piccole, come l’audiovisivo italiano, è a rischio di colonizzazione, di trasformarsi in mera fornitrice di servizi pregiati per questi nuovi giganti. Il via libera alla fusione tra At&t e Warner, stabilito a New York dal giudice federale Leon, apre la strada a dirompenti cambiamenti per il sistema globale dell’audiovisivo: noi italiani dobbiamo esserne consapevoli, e pronti ad affrontare le trasformazioni in arrivo. A cascata verrà risolta la competizione Disney-Comcast per Fox; si determineranno nuove aggregazioni e fusioni tra gli Studios, in competizione e relazione con i nuovi giganti del web (Netflix, Amazon, Google). Ciò può avere impatti sistemici sia sulla creazione di contenuti che sulla distribuzione; sulle sale cinematografiche (con l’accorciamento delle finestre di programmazione, a partire dagli Usa), sui rapporti con i broadcaster, sulla valorizzazione dei contenuti di film e serie tv. Occorre che tutti gli attori della filiera, assieme al nuovo Governo, affrontino questo scenario in veloce cambiamento con visione strategica e la massima compattezza”. Come dire?! Si ragioni sulla revisione (riforma?!) della legge (di riforma) Franceschini-Giacomelli, ma alzando lo sguardo. L’approccio è condivisibile: si deve ormai evitare di governare in un’ottica che corre il rischio di rivelarsi “provinciale”.

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Nel mentre, oggi sono stati pubblicati sul sito della Direzione Generale Cinema i bandi 2018 per attribuire contributi selettivi ai film e alle opere e alle iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva. Il bando “selettivi” finanzierà, per 30,9 milioni di euro (divisi in tre sessioni di valutazione), progetti di: scrittura di sceneggiature (0,96 milioni); sviluppo e pre-produzione (2,56 milioni); produzione (24,5 milioni); distribuzione cinematografica nazionale (2,88 milioni).

 

Il Ministero precisa che “nella seconda e terza sessione di valutazione potrebbero essere già effettivi alcuni dei miglioramenti nel frattempo individuati”: si legga tra le righe. Le modificazioni alla legge Franceschini-Giacomelli verranno messe in cantiere con tempi rapidi.

 

Il bando “promozione” finanzierà, per 7,6 milioni di euro (una sola sessione di valutazione), progetti di: festival, rassegne e premi cinematografici e audiovisivi (4,9 milioni); sviluppo della cultura audiovisiva e di internazionalizzazione (1,7 milioni); acquisizione, conservazione, catalogazione, restauro, studio, ricerca, fruizione e valorizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo (1 milioni).

 

I nuovi bandi mettono a disposizione del settore risorse per 38,5 milioni di euro, in aumento rispetto alle risorse disponibili per l’anno 2017 (36,6 milioni di euro).

 

In particolare, aumentano le dotazioni per la produzione di opere cinematografiche e audiovisive (+ 0,9 milioni), per le iniziative di sviluppo della cultura audiovisiva e di internazionalizzazione (+ 0,6 milioni) e per i festival, le rassegne e i premi cinematografici e audiovisivi (+ 0,45 milioni).

 

Un piccolo incremento di 2 milioni di euro, che conferma però quel che Bonisoli ha già annunciato “urbi et orbi”, ovvero “più risorse per la cultura”. Sante parole.

 

Ci si augura però che il Ministro voglia presto implementare opportunamente i processi di valutazione della piccola (grande) “manna” che il Governo retto da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni poi hanno assegnato al settore cinematografico ed audiovisivo, attraverso la nuova legge.

 

Tante volte – anche su queste colonne – abbiamo apprezzato l’incremento della “spesa pubblica” nel settore voluto da Dario Franceschini, ma abbiamo al contempo lamentato l’inadeguatezza e talvolta addirittura l’assenza (vedi, in particolare, il capitolo “tax credit” e valutazioni di impatto) della strumentazione tecnica indispensabile per comprendere l’effettiva efficienza ed efficacia delle sovvenzioni pubbliche.

 

Si spera che il nuovo Ministro voglia superare la fase di “governo nasometrico” dell’economia culturale, e sappia stimolare un salto di qualità che si attende da decenni, con la definizione di una strategia organica e soprattutto – come dalle stesse parole di Alberto Bonisoli – “di sistema”.

 

Clicca qui di seguito per i bandi 2018 della Direzione Generale Cinema del Mibact:

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