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Iliad, a novembre 100mila clienti in uscita. Che succede all’operatore?

In Italia Iliad va a rilento. Secondo i dati riportati oggi da Il Sole 24 Ore, i numeri delle portabilità in entrata hanno subito un netto rallentamento rispetto ai primi mesi post lancio dell’operatore francese di telecomunicazioni avvenuto nel maggio 2018.

La compagnia, guidata da Benedetto Levi, che a settembre 2018 contava 2,2 milioni di clienti, ha registrato un calo di portabilità in particolare nei mesi di novembre e dicembre 2018. A dicembre le acquisizioni sono state 142mila: un quarto delle 561mila di agosto, in continua discesa.

A novembre 100mila clienti in uscita

L’operatore francese di telecomunicazioni registra un altro fenomeno, ovvero quello dei clienti che fanno retromarcia, record raggiunto nel mese di novembre 2018 che ha fatto registrare il numero maggiore di portabilità in uscita: 100mila clienti.

Merito dei competitor come Vodafone, Fastweb e Tim, che, pur di fronteggiare la concorrenza Iliad, hanno proposto sia offerte winback simili a quelle dell’operatore sia nuovi operator attack low cost “Kena” di Tim e “ho.” di Vodafone, appositamente pensati per strappare la clientela

5G e frequenze

Per alcuni analisti, interpellati dal quotidiano economico finanziario, è difficile che la compagnia generi profitti a fronte della flessione delle nuove attivazioni e dei fatturati attuali, e degli investimenti appena fatti in frequenze, per 1,19 miliardi di euro, solo per fare la rete 5G.

Un recente report di Redburn proprio su Iliad, ad esempio, stima perdite di 90 milioni nel 2019 (Ebitda); previsioni in peggioramento, dato che in estate erano a -51 milioni stimati per il 2019.

Le tariffe degli operatori tradizionali scese a livello di quelle di Iliad, una rete ancora non ottimizzata e una minore presenza di negozi fisici sul territorio italiano fanno sì che finito l’effetto novità, per l’operatore francese si prospetta un futuro pieno di incertezze, a meno che, come dicono gli analisti, Iliad non decida di lanciare un’offerta fissa, o ipotesi più remota, una fusione con un altro operatore.

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