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Il Tar rigetta la procedura d’urgenza per il 5G a Roma per bloccare Boldyn Networks Italia

Il Tar del Lazio rigetta la procedura d’urgenza per bloccare il partenariato pubblico-privato per la realizzazione, la gestione e la manutenzione di infrastrutture 5G e il Wi-Fi nel territorio comunale di Roma Capitale aggiudicato all’RTI Boldyn Networks Italia Spa, con riferimento a un ricorso proposto da Telecom Italia.

Oggi con quattro identiche ordinanze il tribunale amministrativo ha confermato la sua decisione in merito ai ricorsi proposti da Iliad Italia, Cellnex Italia, Wind Tre e Vodafone Italia. La trattazione dei ricorsi nel merito alla pubblica udienza è fissata il prossimo 11 ottobre.

Identiche le motivazioni; i giudici hanno ritenuto che “l’istanza cautelare non risulta assistita dal requisito del periculum in mora, non potendo derivare, per la ricorrente, dalla sospensione dell’aggiudicazione impugnata alcun concreto ed immediato vantaggio”; nonché che “allo stato, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, prevalga l’esigenza di dare urgentemente corso alla procedura di affidamento per cui è causa, avuto altresì riguardo al cronoprogramma versato in atti”.

Chi è Boldyn Networks

Boldyn Networks (ex BAI Communications) è un neutral host globale, controllato da CPPIB che gestisce 570 miliardi di asset. La filiale italiana Boldyn Networks Italia è operativa da 19 mesi a guida di Luca Luciani, manager di lungo corso del settore Tlc. Le attività di Boldyn Networks spaziano dalla connettività a bordo treno alle smart-city. L’azienda realizza progetti di investimento di lungo termine su infrastrutture passive di tlc da mettere a disposizione di tutti gli operatori, la PA, le imprese.

Il progetto 5G a Roma, project financing da 100 milioni

Il progetto 5G a Roma è un project financing da circa 100 milioni di investimento (65-35%) e prevede connessioni 5G, WiFi e 2mila telecamere connesse in 5G, a fronte di 1.834 sensori IoT di tipo smart-city. La copertura 5G riguarda la Metro, con tecnologia MiMO/MiMo lungo 70 km di tunnel e 83 stazioni. Il 5G è previsto in 2.200 punti di presenza in città, scalabile a 8mila punti, a fronte di connettività Wifi in 100 piazze. Sono altresì previste 7 coperture indoor DAS in altrettanti palazzi comunali.

Tempi del progetto

I tempi di realizzazione del progetto sono stretti, ad esempio il completamento della copertura 5G nella Metro A e B è prevista entro ottobre 2025, considerato che il Giubileo è l’orizzonte temporale del progetto. L’infrastruttura passiva è basata su small cells, che sfruttano la densificazione del 5G. La connessione delle telecamere e dei sensori IoT hanno lo scopo di trasformare Roma in una delle capitali più digitalizzate al mondo.

I benefici del Neutral Host

Boldyn Netwokrs non opera il servizio ma matte a disposizione infrastruttura per gli MNO. L’infrastruttura è aperta a tutti gli MNO, i Service Provider, le TowerCo che possono affittare e sub-affittare ai propri clienti. Il modello di business è ampiamente replicabile nel mondo della PA, delle Ferrovie e delle infrastrutture in genere.

Fra i servizi abilitati in ottica smarto city, ci sono le digital roads, lo smart waste management, la public safety e la social inclusion. E ancora, servizi di anagrafe e permessi, gestione rifiuti, traffico urbano, sicurezza fisica delle piazze, della metro, delle strade con un occhio di riguardo per il settore turistico.

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