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Il ruolo dei big data secondo la Banca mondiale

Nel Sud-Est asiatico, tra il 2001 ed il 2010, oltre 200 milioni di persone si sono spostate a vivere in città. Il risultato è che le aree urbane si sono sviluppate in maniera drastica, ma quasi mai sostenibile.

Le megalopoli di oltre 10 milioni di persone, la maggioranza delle quali si trova proprio in quest’area del mondo, si trovano oggi a dover affrontare sfide difficili ed insidiose, come la povertà crescente, condizioni igienico-sanitarie piuttosto precarie, l’inquinamento devastante, la minaccia costante dei cambiamenti climatici, l’aumento esponenziale della domanda di energia, acqua e risorse naturali.

Per gestire il fenomeno sono necessari nuovi strumenti, tecnologicamente avanzati, e una volontà politica di cambiare l’attuale processo di urbanizzazione selvaggia. La Banca mondiale ha di recente pubblicato un Rapporto, “East Asia’s changing urban landscape: measuring a decade of spatial growth”, in cui focalizza le misure necessarie per sostenere la trasformazione sostenibile, da un punto di vista economico, ambientale e sociale, di queste grandi città.

Tra le soluzioni da impiegare facilmente nelle megalopoli asiatiche ci sono i big data, cioè le piattaforme elettroniche per la raccolta e l’elaborazione dei dati provenienti dalle strade delle città (grazie a sensori, tecnologie Internet of Things e M2M, satelliti, mappe geospaziali).

La mobilità, i trasporti, lo stato dell’aria che respiriamo, la salute dell’ambiente, la sicurezza e l’efficacia delle infrastrutture critiche (soprattutto idriche ed energetiche), sono tutti settori strategici per aree urbane (e le future smart city), da qualche anno ormai sottoposti a particolari pressioni demografiche, sia in termini di domanda, sia di offerta.

Raccogliere informazioni in tempo reale, quindi dati, significa poter intervenire rapidamente per migliorare il livello medio di efficienza e sicurezza delle stesse, offrendo alle amministrazioni pubbliche l’occasione di risparmiare sulle spese ottimizzando le risorse disponibili, generando nuove opportunità di business per il tessuto imprenditoriale e offrendo ai cittadini una qualità della vita più accettabile.

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