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Il pipistrello fantasma: dall’Australia il velivolo da combattimento “stealth” a pilotaggio remoto e con IA

L’Australia è un paese occidentale che per strani scherzi della storia e del destino si trova in Oriente. È nella poco invidiabile posizione di essere sistematicamente osteggiata dalla Cina, un paese aggressivo e immensamente più potente. La dice lunga il paragone delle rispettive popolazioni: l’Australia conta meno di 27 milioni di persone, la Cina invece quasi un miliardo e mezzo.

James Hansen

In più, le notevoli risorse energetiche e minerarie australiane fanno enormemente gola a Beijing.

I fatti dell’Ucraina dimostrano che, a dispetto delle pie speranze, le guerre di aggressione – il “furto” di paesi interi – non sono obsolete dal punto di vista dei regimi autocratici. Gli australiani lo sapevano già ed è da tempo che si aspettano, loro malgrado, di dover affrontare in guerra il gigantesco “vicino”.

Data la sproporzione tra le parti, il Paese ha dunque un pressante bisogno di trovare “moltiplicatori di forza” per difendersi e, per quanto sia possibile, rendersi un bersaglio meno attraente…

Il ‘“sistema di armamenti” che si vede qui sopra, l’MQ-28 “Ghost Bat” – il pipistrello fantasma – è parte della risposta offerta dal design militare australiano.

Si tratta di un aeromobile da combattimento a pilotaggio remoto (UCAV) multiruolo stealth, sviluppato da Boeing Australia e destinato al ruolo di combattimento e ricognizione aerea. Sarà in grado di volare e combattere insieme ad altri velivoli convenzionali pilotati dal personale della Royal Australian Air Force, e anche di compiere missioni autonome, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Si tratta, a tutti gli effetti, di un caccia robot senza pilota che possa unirsi agli aerei da combattimento già in servizio nella RAAF per eseguire, congiuntamente ai mezzi guidati da esseri umani (o, eventualmente, anche in modo del tutto indipendente) tutte le evoluzioni e azioni che la guerra aerea richiede.

(Oh, per chi seguisse il link “Ghost Bat”, l’improbabile parola australiana “spruik” che apparenel titolo – sconosciuta nelle altre varianti della lingua inglese – significa “promuovere” o, nel contesto, “appoggiare”.)

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