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Il Governo ‘trascura’ le Tlc. La rete abbandonata a se stessa?

Il Governo ‘trascura’ le telecomunicazioni nel DPCM approvato ieri dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che contiene la stretta ulteriore sulle attività essenziali che restano aperte per contrastare il virus. Nessuna esplicita citazione delle imprese e delle attività Tlc nel testo del decreto. Nessun riferimento alla essenziale attività della industry delle Tlc in questo periodo delicatissimo, in cui il traffico internet è cresciuto in maniera esponenziale. Nel decreto, le telecomunicazioni sono relegate in una sotto categoria dei codici ATECO nell’allegato che definisce le attività che restano aperte.  

Tlc nascoste nel decreto

Una mancanza di sensibilità per il settore Tlc da parte del Governo nell’ultimo Dpcm anti coronavirus, tanto più che l’attività degli operatori è considerata invece un bene di pubblica utilità nel precedente Dpcm ‘Cura Italia’, all’articolo 82, il concetto era stato messo esplicitamente nero su bianco.

Nel decreto approvato ieri il riferimento alle telecomunicazioni è nascosto nei codici ATECO che definiscono le attività e le industrie che restano attive per garantire i servizi essenziali, sotto la voce “Servizi di informazione e comunicazione” (dal codice J58 al codice J63) dove sono ricomprese anche le telecomunicazioni al comma J61.

Una mancanza di sensibilità verso il settore, che fa il paio con le discutibili dichiarazioni di Gunter Pauli, nuovo consigliere economico del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che su Twitter ha ventilato l’ardita, per non dire di peggio, connessione tra COVID-19 e 5G, citando i casi di Whuan in Cina e della Lombardia. Una tesi, quella di Pauli, scientificamente insostenibile, che ha tutti i connotati della fake news, sparata in rete per suscitare il caos.  

E’ questa la considerazione che il Governo ha delle telecomunicazioni? L’oggetto di sparate online? Una sotto categoria di altre industry?

Nel DPCM c’è un riferimento davvero troppo marginale alla industry, i cui interessi in questo periodo delicato vanno difesi in maniera più netta visto che nel decreto vengono invece citati esplicitamente altri servizi garantiti contigui come quelli postali, i call center, la riparazione e manutenzione di telefoni fissi, cordless e cellulari. La riparazione e manutenzione di altre apparecchiature per la comunicazione.

Manutenzione delle reti garantita da centinaia di tecnici

Manca invece da parte del Governo e delle istituzioni in genere ogni riferimento all’attività fondamentale della manutenzione delle reti di telecomunicazioni, a cui continuano a lavorare a pieno regime le centinaia di tecnici di rete che in questi giorni sono operativi sul territorio, e ai quali va peraltro il ringraziamento più sentito di tutti noi visto che stanno mantenendo la continuità di servizio in un momento delicatissimo per il paese. Tecnici di rete Tlc che il Governo non si è mai sprecato a ringraziare pubblicamente, pur svolgendo un ruolo fondamentale per la tenuta del Paese, alla stregua dei cassieri dei supermarket, dei farmacisti, degli autotrasportatori per fare alcuni esempi, dopo il picco del traffico online di questi giorni, dovuto al massiccio ricorso allo smart working forzato cui siamo sottoposti a causa del virus, quantificata in un incremento del 40%-70%.

Ruolo strategico delle Tlc per combattere il virus

Un ruolo fondamentale, quello delle telecomunicazioni, ribadito paradossalmente dal Governo stesso in questi giorni col dibattito in corso in seno al ministero dell’Innovazione, in tandem con il ministero della Salute, che sta lavorando all’ipotesi di creare un sistema di tracciamento degli smartphone dei cittadini per controllare il contagio.

Ma come si fa a svolgere un’attività di tracciamento anti contagio degli smartphone senza garantire esplicitamente l’attività di produzione e ricerca in ambito Tlc?

E se la quarantena va per le lunghe e servono pezzi per la lavorazioni per il tracciamento? E come si fa a lasciare fuori la produzione?

Stefano Patuanelli ‘Rivolgersi ai prefetti’

A questo proposito, il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha detto che “Laddove ci fosse un’attività che non è espressamente indicata, ma che serve una filiera essenziale, può continuare a operare comunicandolo al prefetto. Che ha la possibilità di bloccarla, se non ci sono i requisiti, ma in assenza di un intervento la produzione può continuare”.

In altre parole, per le aziende Tlc che si dovessero trovare categorizzate con codici ATECO diversi da quelli previsti nel DPCM anti coronavirus, ma impegnate in attività essenziali di produzione e ricerca Tlc, sarà possibile rivolgersi al prefetto per continuare la loro attività.

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