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Il Covid spinge il mercato della robotica di consumo a 10 miliardi nel 2020

La pandemia e il lockdown forzato sono le leve che hanno spinto la crescita del mercato della robotica domestica nel 2020. Dispositivi e robot domestici, come ad esempio aspirapolvere autonomi (cleaner), hanno registrato un giro d’affari complessivo di 10,4 miliardi di dollari nel 2020, una cifra superiore del 4,3% rispetto a stime pre-Covid. Lo scrive la società di analisi ABI Research.

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Nonostante un calo iniziale delle consegne nella prima fase della pandemia, i vendor di robot domestici – fra cui in particolare iRobot e Ecovacs fra gli altri – hanno vissuto un miglioramento notevole delle vendite nel terzo e quarto trimestre dell’anno.

La pandemia ha prodotto un grosso cambiamento nelle abitudini di spesa dei consumatori, che nei mesi di lockdown si sono concentrati sempre più sui consumi e gli acquisti di beni per l’indoor. Di qui l’accresciuto interesse e l’enfasi per generi legati all’igiene e alla pulizia domestica, e in particolare per il segmento della robotica di consumo per la cura domestica e degli elettrodomestici.

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A spingere le vendite sono intervenuti anche alcuni miglioramenti tecnici dei robot, che di pari passo con il calo dei prezzi di acquisto hanno aggiunto ad esempio le telecamere a bordo, filtri e lampadine di sterilizzazione. Ma il fattore maggiormente trainante per il mercato è stato la crescente accettazione dei robot come strumenti di ausilio domestico personale e sociale. Un trend accelerato dall’isolamento dei consumer nei mesi di lockdown, in particolare per il segmento degli anziani e dei bambini

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