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Il 23 luglio 1982 l’International Whaling Commission (IWC) decide di porre fine alla caccia alle balene

Sembra che la prima versione di “Moby Dick” (1851) di Herman Melville sia stata corrotta da una serie di errori di copiatura e passaggi di mano. Il risultato è stato che il racconto più famoso a tema balena di tutti i tempi, sia stato – sin dall’inizio – un vero e proprio guazzabuglio editoriale.

La parola, anche quella scritta, pecca infatti di una cosa: è sempre interpretabile. Così, il Giappone, può decidere di interpretare ‘liberamente’ una deroga contenuta nel documento del 1982 che regolava la caccia alle balene: vietata per scopi commerciali, ma consentita per quelli scientifici. Un vizio di forma che è stato all’origine di anni di cacce non autorizzate e di richiami diplomatici all’impero del Sol Levante, mossi in primis dall’Australia.

Arriva però qualche elemento che ci fa capire quale delle due versioni fosse la più ‘aderente’ al vero: nel 2019 il Giappone abbandona la Commissione per la salvaguardia delle balene. Se le parole non sempre sono inequivocabili, i gesti, forse, lo fanno molto meglio. E hanno quella straordinaria capacità di riuscirci in un baleno. Riavvolgiamo il nastro!…

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