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Il 22 luglio 1933 Wiley Post diventa la prima persona a volare in solitaria intorno al globo

La lingua inglese ci ha regalato una parola straordinariamente evocativa. Questa è cutting-edge e Wiley Post è una di quelle persone che ha operato più di qualche taglio. Il primo è alle condizioni di volo: un pezzo di metallo fendente lo colpisce in viso nel 1926, facendogli perdere l’uso dell’occhio sinistro. Non ci hanno insegnato che il primo presupposto per esser piloti è una vista da falco? Wiley si era già spinto oltre il bordo.

Il secondo è il più noto: il volo in solitaria intorno al mondo in 7 giorni, 18 ore e 49 minuti. Il terzo, sono le tecnologie. Non soddisfatto di questi successi, Wiley voleva volare ad alta quota: ma per sollevarsi a 30.000 piedi da terra, c’era bisogno di una tuta pressurizzata che ancora non esisteva. Così, il primo ‘scafandro’ per il cielo è stato inventato per lui e per i suoi tentativi di volo. 

Wiley perderà la vita a 36 anni, mentre era sulle montagne dell’Alaska, deciso ad arrivare in Siberia. Purtroppo, la precisione del taglio non sempre è chirurgica, ma ciò non toglie che le sue imprese siano state decisamente sharp-edged: tutte a spigoli vivi.

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