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Il 2 agosto 1942 nasce Isabel Allende

In “Afrodita. Racconti, ricette e altri afrodisiaci” (1997) Isabel Allende si diverte a lanciare lenze ai sensi, con un tocco di riguardo per le papille gustative. Così, ci regala un bel decalogo per la preparazione del “Tacchino dell’harem” o del “Consommé reale”, che è “l’ideale per amanti impazienti”, chiosa l’autrice.

Ci direte che è facile, giocare con il sensuale, quando siamo al cospetto della triade di cibo, eros e humor. Ma come ritorniamo avvolti nel latte di cocco quando davanti a noi c’è, ad esempio, un oggetto come questo? Arnese pratico, nemico giurato dell’emotivo e neanche bello; una giornata tipo è fatta, ahinoi, anche di tutto questo. 

Eppure, Isabel Allende ci ha abituati a condire le ore presentandoci creature che, ad esempio, hanno la pelle di porcellana, i capelli verdi e gli occhi gialli; ma respirano e si muovono tranquillamente in mezzo a noi. Ancora, “La casa degli spiriti” (1982), può essere abitata anche da sedie che ballano o da uno Chopin suonato da un pianoforte chiuso.

Quindi, la prossima volta che vi sembrerà di scorgere uno scopetto da cucina avanzare sul lavandino, non preoccupatevi; evidentemente, anche nella vostra casa è entrato un tocco di “realismo magico”. 

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