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Il 16 settembre 1966 viene inaugurato il Metropolitan Opera House al Lincoln Center di New York

“Ora basta colla Bohème e la Butterfly, anch’io ne ho sopra i capelli!”. Così Giacomo Puccini scriveva a Tito Ricordi dalla sua camera d’albergo di New York, nel 1907. Si trovava nella Grande Mela per la prima della “Madama Butterfly” e da quel soggiorno nascerà anche “La fanciulla del West”, un’opera che parlava di febbre dell’oro e di California. Sarà presentata in prima mondiale al vecchio Met nel 1910 e sarà anche la prima opera con cui il nuovo Metropolitan riaprirà al pubblico nell’aprile del 1966 (mentre l’inaugurazione sarebbe avvenuta appunto il 16 settembre). 

Eppure, Puccini non avrebbe potuto fare a meno della sua Bohème, nonostante se stesso: è l’opera più rappresentata al Met di tutti i tempi, tanto che, nel 1977, fu scelta come primo esperimento televisivo.

Quando in inglese si dice “have something under one’s belt” vuol dire aver raggiunto un particolare obiettivo, o avere qualcosa in tasca. È sicuramente il caso di Puccini con il Met. 

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