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Idrogeno verde, mercato globale da 90 miliardi di dollari entro il 2030

Idrogeno, ne esistono di tre colori

La domanda globale di idrogeno pulito o verde aumenta di anno in anno. Entro il 2050, la domanda mondiale di questo vettore energetico potrebbe variano da 150 a 500 milioni di tonnellate ogni anno. Fondamentale però è la sua origine.

Quando se ne parla bisogna sempre ricordarci che ne esistono di diversi tipi o colori. Il grigio, il più inquinante, sarà progressivamente abbandonato a favore del blu, sempre prodotto a partire dal gas naturale, ma considerato a basso impatto ambientale perché le emissioni di CO2 generate vengono poi catturate e stoccate in fondo al mare.

Il mercato dell’idrogeno verde

Poi c’è l’idrogeno verde, su cui si stanno concentrando i nuovi investimenti e il cui valore di mercato potrebbe passare dai 3 miliardi di dollari stimati per la fine del 2022 ai 90 miliardi di dollari circa attesi entro il 2030.

Notevole anche il tasso medio di crescita annuale, che potrebbe aggirarsi attorno al +54% (Cagr 2022-2030), secondo uno studio pubblicato da Precedence Research.

Un esempio in tal senso è rappresentato dal piano di transizione ecologica scelto dall’Unione europea e dal celebre Green Deal annunciato nel 2019, che fanno leva soprattutto sull’utilizzo dell’idrogeno per decarbonizzare l’economia e l’industria e per raggiungere gli obiettivi climatici e ambientali fissati per la metà del secolo.

La sfida europea per un futuro green

Oggi, meno del 2% del consumo energetico europeo è soddisfatto da questo vettore, utilizzato principalmente per fabbricare prodotti chimici come la plastica e i fertilizzanti. Inoltre.

Quasi tutto (idrogeno grigio) – un 96% circa – è ricavato da gas naturale, con conseguente produzione di una quantità significativa di emissioni di CO2. La prima sfida per l’Europa è quindi decarbonizzare la produzione di idrogeno.

Serve idrogeno verde, che si ottiene da fonti energetiche rinnovabili come l’energia eolica e solare, utilizzando gli elettrolizzatori. Verde perché il suo unico sottoprodotto è acqua, zero emissioni inquinanti.

Per questo motivo, la strategia ecologica delinea anche una visione generale di come Bruxelles possa favorire l’installazione in Europa almeno 6 GW di elettrolizzatori per l’idrogeno rinnovabile entro il 2024 e 40 GW entro il 2030.

Nei giorni scorsi ha preso il via il primo Ipcei della Commissione europea proprio dedicato all’idrogeno per un finanziamento complessivo di 5,4 miliardi di euro.

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