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Ict, Istat ‘Robot presenti nell’8,7% delle imprese italiane’

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Sempre più robot nelle imprese italiane. L’8,7%, con almeno 10 addetti, ha dichiarato di utilizzare robot, si legge dai dati Istat sulla diffusione delle tecnologie Ict nel nostro Paese nel 2018. La quota arriva al 41% nella fabbricazione di mezzi di trasporto e al 60% tra le imprese con almeno 250 addetti del settore manifatturiero.

Si vedono sempre più robot nelle imprese italiane, con buona pace di chi li vuole tassare. L’8,7%, con almeno 10 addetti, ha dichiarato di utilizzare robot (industriali o di servizio), si legge dai nuovi dati Istat sulla diffusione delle tecnologie Ict nel nostro Paese nel 2018. Le grandi imprese italiane, l’anno scorso, nell’uso di tecnologie emergenti, hanno mostrano una propensione superiore o in linea con la media europea nell’analisi di big data (il 30% contro il 25% dell’Ue28), nell’uso di stampanti 3D (13% come la quota Ue28) e della robotica (26% rispetto al 25% dell’Ue28). A proposito di robot, nel 2018 sono stati introdotti per la prima volta nel questionario della rilevazione sottoposto alle imprese quesiti relativi all’utilizzo della robotica e della stampa 3D.

I robot, nei settori dove sono direttamente utilizzati a supporto dell’attività produttiva, la quota connessa al loro impiego risulta consistente, come nel settore della fabbricazione di mezzi di trasporto (41,4%) e tra le imprese con almeno 250 addetti del settore manifatturiero (circa 60%). Analoga situazione si presenta per l’utilizzo della stampa 3D che riguarda il 4,4% delle imprese considerate, ma interessa almeno un quarto delle imprese del settore della fabbricazione di mezzi di trasporto (25,4%), circa tre imprese su dieci attive nella fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica e la stessa proporzione in quelle con almeno 250 addetti del settore manifatturiero.

Alcuni esempi di robot utilizzati dalle imprese italiane:

Robot industriale: è un manipolatore automaticamente controllato, multiuso e riprogrammabile su tre o più assi che può essere fisso su un posto o su piattaforme mobili e utilizzato in applicazioni di automazione industriale (ad es. per la saldatura robotizzata, il taglio laser, la verniciatura a spruzzo, ecc.); svolge il lavoro in ambienti strutturati e segue un rigido protocollo di sicurezza, sono resi sicuri dalla disattivazione quando qualcuno si avvicina.

Robot di servizio: è una macchina che ha un grado di autonomia ed è in grado di operare in un ambiente complesso e dinamico che può (o meno) richiedere l’interazione con persone, oggetti o altri dispositivi (si escluda il suo utilizzo in applicazioni di automazione industriale)

L’Ict e imprese: il 94% in banda larga fissa o mobile

E in generale qual è la fotografia dell’Italia sulla diffusione delle tecnologie ICT? Cresce, anche se rimane un gap rilevante rispetto agli altri paesi Ue sia per le imprese sia per i cittadini, ha sottolineato l’Istat nel report, dal quale emerge che nel 2018 la quota di famiglie che hanno avuto accesso a Internet da casa mediante banda larga è salita al 73,7% dal 70,2% del 2017. La connessione fissa (ADSL, Fibra ottica, ecc.) è la modalità di accesso più diffusa.

Il 94,2% delle imprese con almeno 10 addetti si connette in banda larga mobile o fissa; aumenta in misura rilevante la quota di quelle che dichiarano velocità di connessione in download di almeno 30 Mbit/s (da 22,1% nel 2017 a 29% nel 2018).

Il 68,5% delle persone di 6 anni e più si è connesso alla Rete negli ultimi 12 mesi (65,3% nel 2017) mentre il 52,1% accede tutti i giorni. I giovani restano i più grandi utilizzatori di Internet (oltre il 94% dei 15-24enni) ma la diffusione comincia ad essere significativa anche tra i 65-74enni, che nell’ultimo anno passano dal 30,8% al 39,3%.

Tra le persone di 14 anni e più, si utilizza soprattutto lo smartphone per l’accesso alla rete (89,2%), seguito dal PC da tavolo (45,4%). Il 28,3% utilizza un laptop o un netbook, il 26,1% un tablet mentre il 6,7% altri dispositivi mobili come ebooksmart watch, ecc.

Aumentano dal 12,9% al 16,9% le imprese che investono sulle competenze digitali provvedendo alla formazione dei propri addetti.

Fra le persone di 16-74 anni che hanno usato Internet negli ultimi 3 mesi, il 20,2% lo ha fatto per trovare un alloggio contattando direttamente un privato tramite siti web/app.

Rilevante è la crescita di intermediari per l’eCommerce. Il 64,1% delle imprese che nel 2017 hanno venduto via web (53,8% nel 2016), ha utilizzato almeno un e-marketplace e il 50,2% (39,1% nel 2016) ha realizzato almeno la metà del fatturato via web tramite intermediari.

Nel 2018 crescono al 55,9% gli internauti che acquistano online (53% nel 2017); il 43,9% di chi non ha acquistato negli ultimi 3 mesi ha comunque cercato informazioni su merci/servizi e/o venduto beni online.

È ampio il divario tra grandi e piccole imprese nel livello di digitalizzazione (Digital intensity indicator). Elevati livelli (“Alti” o “Molto alti) sono presenti nel 44,0% delle imprese con almeno 250 addetti e solo nel 12,2% delle imprese da 10 a 49 addetti.

Per le imprese, dati di maggior dettaglio sono disponibili sul datawarehouse I.Stat.

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