Sviluppo Urbano

I-Cities 2015: Simona Vicari, ‘Living lab per valorizzare i big data e trasformare la città’

di |

Si è tenuto a Palermo l’evento ‘I-Cities 2015’ del laboratorio Smart Cities del CINI e di Energy@home. Il sottosegretario del MiSE, Simona Vicari, ha presentato il programma del Governo ‘Smarter city’ e i Living labs di 14 Città metropolitane: ‘Quartieri innovativi con banda larga, smart grid per l’efficienza energetica e soluzioni ICT per valorizzare i big data’.

Le città italiane sono obbligate a confrontarsi con l’innovazione tecnologica, con i ritardi urbanistici cronici e la mancanza di politiche si sviluppo economico di nuova concezione, se vogliono avere una possibilità di superare le nuove sfide che attendono tutti noi ‘cittadini’ già nei prossimi anni. Ecco perché i progetti smart city assumono grande rilevanza nel dibattito nazionale e il convegno “I-Cities 2015” tenutosi a Palermo venerdì scorso ha affrontato tali argomenti proprio alla luce delle esigenze dei cittadini e delle imprese, dal contesto nazionale a quello europeo e internazionale.

Organizzata dal Laboratorio Nazionale Smart Cities & Communities del CINI, in collaborazione con l’Associazione Energy@home, l’iniziativa è stata l’occasione per avviare un confronto tra stakeholders sui principali progetti italiani nel settore dell’Informatica e delle tecnologie ICT e per stimolare una innovazione virtuosa, in grado di rispondere e anticipare i bisogni di chi vive le città, di aumentare l’efficienza energetica di edifici e abitazioni, di ideare nuovi servizi che aumentino la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini.

All’incontro ha partecipato, tra gli altri, anche il sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo Economico con delega alle smart cities, Simona Vicari, che ha invitato l’Università e i centri di ricerca industriale “a giocare sempre più un ruolo proattivo e di indirizzo per creare innovazione e per valorizzarla tramite iniziative di collaborazione pubblico/privato”. Un contesto, quello delle città intelligenti, che integra “soluzioni tecnologiche avanzate che porteranno a connettere, nell’ambito di quella che viene definita Internet of Everything, 25 miliardi di oggetti entro il 2015 e 50 miliardi di oggetti per il 2020, creando, a livello globale, valore per 14,4 trilioni di dollari nei prossimi 10 anni”.

Riguardo all’Italia: “Il primo, sperimentale obiettivo del Programma Smarter City – ha annunciato Vicari – sarà quello di creare dei “living lab” nelle 14 Città Metropolitane. Uno dei living lab sarà a Palermo”.

 

“I “living lab” saranno quartieri dove si concentreranno contemporaneamente misure per la realizzazione di una smart grid di nuova generazione, facendo leva anche sui nuovi investimenti in banda larga e per l’accelerazione di servizi e dispositivi smart in grado di generare, attraverso la valorizzazione di open e big data, un percepibile miglioramento della qualità della vita di cittadini e del contesto operativo delle imprese – ha precisato il sottosegretario – e, conclusa la fase sperimentale, l’ambizione del Governo è quella di rendere strutturale il programma, attraverso una progressiva estensione dell’intervento nel Paese, e trasformare l’Italia nel luogo più attrattivo per sviluppare una industria delle Smarter City”.

Il primo obiettivo di una città intelligente è favorire al massimo la partecipazione dei cittadini”, ha affermato Giuseppe Anastasi, professore di Ingegneria informatica all’università di Pisa, organizzatore del convegno e direttore del Laboratorio Nazionale Smart Cities del CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica).  “I cittadini possono diventare i sensori e gli attuatori intelligenti del sistema con la capacità di segnalare problemi e proporre soluzioni utilizzando gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione. Ad esempio – ha spiegato il direttore smart cities Lab del Consorzio – i ricercatori del CINI stanno sperimentando in alcune città italiane sensori di piccole dimensioni che ognuno può portare con sé e che sono in grado di riportare in tempo reale e in maniera capillare lo stato dell’ambiente cittadino e la qualità dell’aria nei punti chiave della vita quotidiana. Il Laboratorio Nazionale rappresenta oggi il principale punto di riferimento della ricerca universitaria nazionale nei settori dell’Informatica e dell’Information Technology per le smart cities”.

Nella città del futuro tutto potrà migliorare grazie alla introduzione delle tecnologie informatiche e di comunicazione – ha dichiarato Fabio Bellifemine, Direttore della Associazione Energy@home– in questi due giorni abbiamo visto come queste tecnologie possano rendere più educative le esperienze di visita dei musei, come possano supportare le decisioni della Pubblica Amministrazione aumentando la partecipazione dei cittadini, rendere più efficiente e sostenibile la mobilità nonché l’accesso all’energia, migliorare la qualità della vita e il benessere degli anziani, creare ambienti smart in grado di osservare, imparare e adattarsi all’ambiente, in sintesi come possano creare un mondo migliore”.

Tre i pilastri tecnologici necessari alla smart city indicati dai ricercatori del Laboratorio Nazionale Smart Cities del CINI e dalle aziende di Energy@home partecipanti all’evento di Palermo:

  • una rete di comunicazione capillare adatta a collegare sensori, attuatori e dispositivi anche senza l’uso di batterie (la Internet of Things);
  • piattaforme aperte e interoperabili capaci di acquisire ed elaborare la grande mole di dati generata e soprattutto di renderla disponibile in forma di open data;
  • servizi smart per migliorare la qualità della vita dei cittadini in modo sostenibile, riducendo le emissioni di CO2 fino ad abbatterla dello 80%, traguardo fissato al 2050 dalla Commissione Europea.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz