I lavoratori Hyundai hanno avviato uno sciopero parziale di tre giorni nel complesso automobilistico di Ulsan, in Corea del Sud, mentre prosegue il confronto tra il sindacato e l’azienda sull’impatto occupazionale dei robot umanoidi Atlas.
La vertenza riguarda anche le rivendicazioni tradizionali su salari e partecipazione agli utili, ma si è progressivamente trasformata in un confronto più ampio sulla distribuzione dei benefici prodotti dall’automazione e dall’AI e sulle garanzie da riconoscere ai dipendenti.
Secondo quanto riportato dalle testate coreane, si tratterebbe del primo fermo nell’industria automobilistica rivolto esplicitamente alle possibili conseguenze dell’introduzione dei robot umanoidi negli stabilimenti.
Atlas entra nei piani industriali di Hyundai
La mobilitazione è maturata dopo che Hyundai Motor Group ha presentato, all’inizio del 2026, la nuova versione di Atlas, il robot umanoide sviluppato da Boston Dynamics, società controllata dal gruppo automobilistico sudcoreano.
Atlas è una macchina bipede alta oltre 1,80 metri e capace di sollevare più di 45 chilogrammi. Il progetto segna il passaggio dei robot umanoidi dalle dimostrazioni sperimentali a un possibile utilizzo diretto nei processi industriali.
Il piano di Hyundai prevede di impiegare entro il 2028 alcuni esemplari addestrati nello stabilimento Hyundai Motor Group Metaplant America di Ellabell, nello Stato americano della Georgia.
In una prima fase i robot dovrebbero essere utilizzati per operazioni ripetitive e ad alto volume, come la preparazione e la fornitura dei componenti. L’impiego in attività di assemblaggio più complesse viene invece ipotizzato attorno al 2030.
I timori per la riduzione degli addetti
Il sindacato teme che l’adozione su vasta scala dei robot umanoidi possa ridurre progressivamente il numero dei lavoratori impiegati sulle linee produttive.
Per questo chiede che l’introduzione delle nuove tecnologie sia accompagnata da impegni concreti sulla tutela dell’occupazione e che i dipendenti possano beneficiare dei guadagni di produttività generati dall’automazione e dall’AI.
La trattativa non riguarda quindi soltanto l’entità delle retribuzioni o la redistribuzione degli utili, ma anche chi debba decidere tempi, modalità e conseguenze della trasformazione tecnologica all’interno degli stabilimenti.
Un possibile precedente per l’industria automobilistica
Lo sciopero di Ulsan mostra come il passaggio dei robot umanoidi dai laboratori ai reparti produttivi possa incontrare una resistenza organizzata prima ancora della loro diffusione commerciale su larga scala. La vertenza Hyundai potrebbe così rappresentare un precedente per altri costruttori intenzionati a introdurre sistemi robotici avanzati nelle fabbriche.
Nel mentre il mercato globale dei Robot crescerà da 25 miliardi di dollari nel 2025 a 229,67 miliardi nel 2035, con un tasso medio annuo di crescita del 24,8%. Una crescita quasi di nove volte in dieci anni, spinta dalla domanda di automazione intelligente in manifattura, logistica, sanità, retail, difesa, agricoltura, ospitalità e smart city.
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