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Horizon. L’Ue accelera su autonomia energetica e digitale e investe 13 miliardi di euro nel biennio 2023-2024

Il programma di lavoro Horizon EU 2023-2024

Annunciato il Programma di lavoro Horizon Europe 2023-2024 dedicato a ricerca, innovazione e sviluppo nei settori considerati chiave dell’ambiente, l’energia, il digitale e la geopolitica. Dotazione complessiva del programma per il biennio: 13,5 miliardi di euro.

Secondo le intenzioni di Bruxelles, questa iniziativa comunitaria contribuirà al conseguimento degli obiettivi climatici dell’Unione europea (Ue), all’aumento della resilienza energetica e allo sviluppo di tecnologie digitali di base, con al suo interno anche un pacchetto di azioni mirate per sostenere l’Ucraina, rafforzare la resilienza economica e contribuire a una ripresa sostenibile dalla pandemia di COVID-19.

Un investimento nel futuro dell’Europa, che ci aiuterà a realizzare il Green Deal, a far progredire la trasformazione digitale dell’Europa e a rendere l’Europa più resiliente e competitiva”, ha dichiarato Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale.

Il programma di lavoro 2023-24 di Orizzonte Europa, adottato oggi, aiuterà le comunità della ricerca e dell’innovazione ad affrontare le sfide cruciali del nostro tempo. Il programma è un’ulteriore tappa fondamentale per metterci all’avanguardia dell’innovazione per un futuro migliore”, ha commentato Mariya Gabriel, commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani.

I primi inviti a presentare proposte sono stati pubblicati sul portale UE Funding & Tenders. Le giornate d’informazione di Orizzonte Europa destinate ai potenziali proponenti sono partite il 6 dicembre scorso e si protrarranno fino al 16 febbraio 2023.

Le risorse a sostegno dei progetti per ambiente, clima ed energia

A sostegno dei progetti di lavoro destinati al raggiungimento degli obiettivi dell’azione per il clima dell’Ue vanno 5,67 miliardi di euro, circa il 42% dell’intero finanziamento, comprensivi anche di interventi per la riduzione delle emissioni inquinanti e ad effetto serra e per l’adattamento ai cambiamenti del clima.

Appena 1,67 miliardi di euro invece sono stati destinati ai progetti di tutela della biodiversità (dal 7 al 19 dicembre si svolge a Montreal in Canada la COP15) che, lo ricordiamo, indica con precisione il volume della ricchezza della vita sulla terra, che comprende non solo gli esseri umani e animali, ma anche le altre forme di vita, dai vegetali ai microrganismi, compreso il materiale genetico. Pet intenderci, senza un sufficiente livello di biodiversità anche la stessa vita dell’essere umano è messa in dubbio.

È stato ampiamente dimostrato che la perdita di biodiversità contribuisce all’insicurezza alimentare ed energetica, aumenta la vulnerabilità ai disastri naturali, come inondazioni o tempeste tropicali, diminuisce il livello della salute all’interno della società, riduce la disponibilità e la qualità delle risorse idriche e impoverisce le tradizioni culturali.

Alla transizione digitale andranno circa 4,5 miliardi di euro. Un altro miliardo di euro quasi sarà destinato ai piani locali di accelerazione della transizione verso l’energia pulita, in linea con il piano REPowerEU, al rafforzamento dell’indipendenza energetica dell’Europa rispetto a fornitori inaffidabili e alla volatilità di mercato dei combustibili fossili.

Le 5 Missioni dell’UE

Parte dei fonti sarà inoltre destinata a diverse attività, tra cui: il nuovo Bauhaus europeo, che mira a evidenziare i benefici della transizione verde nella vita quotidiana e negli spazi di vita delle persone; le infrastrutture critiche nella difesa contro le minacce fisiche e informatiche e per il potenziamento della resilienza dell’Unione.

Ammonterà infine a più di 600 milioni di euro l’investimento nelle cinque missioni dell’UE nel 2023, che riguardano la ricerca e l’innovazione in una migliore preparazione degli enti locali e regionali di fronte ai rischi legati al clima, nel ripristino di almeno 25 000 km di tratti fluviali a scorrimento libero, nella firma di “Climate City Contracts” con 100 città, nell’introduzione di programmi di monitoraggio del suolo o nell’ottimizzazione degli interventi diagnostici oncologici minimamente invasivi.

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