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Hack al San Raffaele, l’Ospedale smentisce: ‘Nessuna violazione di dati sensibili’. Ma LulzSecITA continua a pubblicare informazioni

E’ un botta e risposta quello che sta avvenendo tra il collettivo hacker LulzSecITA e l’Ospedale San Raffaele di Milano sulla compromissione di dati ai danni della struttura sanitaria milanese.

Ieri, dopo i primi tweet rilasciati dal noto gruppo di hacktivisti, l’Ospedale ha smentito con fermezza che non vi è stato nessun furto di dati sensibili.

Dal San Raffaele riportano anche una versione dell’attacco diversa. Secondo l’Ospedale “Il tentativo di intrusione risale a mesi fa e i nominativi di molti operatori sono pubblici e le informazioni pubblicate sono relative a un’applicazione dedicata alla formazione online dismessa da anni“.

L’istituto ha fatto sapere ieri a varie testate giornalistiche che “è già in contatto con gli organi competenti per fornire ogni utile chiarimento“.

LulzSecITA Vs San Raffaele

Il botta e risposta tra le due fazioni sta continuando durante la giornata di oggi, sempre su Twitter. Poco fa, il collettivo ha pubblicato nuove informazioni rimarcando la “sensibilità dei dati”.

Cosa è successo

Ieri il collettivo hacker ha messo online le ‘prove dell’incursione’ ai danni dell’Ospedale milanese con file contenenti nomi, dati, email e password di impiegati e pazienti, compresi quelli del virologo Roberto Burioni.

L’hacking sarebbe avvenuto lo scorso marzo ma gli hacktivisti informatici avrebbero deciso di rendere pubblico il databreach solo ora, dopo il lockdown.

Gli hacker infatti dicono di aver avvertito i tecnici dell’ospedale di alcune vulnerabilità presenti nell’infrastruttura informatica, falle che avrebbero messo a rischio i dati personali dei pazienti e dei dipendenti. Ma denunciano, nulla è stato fatto.

Articolo in aggiornamento

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