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Gunther Oettinger: ‘Bene Italia su Mercato Unico. Azione Ue in sei mesi’

La realizzazione del mercato unico digitale è in cima alle priorità del commissario designato all’agenda digitale Günther Oettinger che, nelle risposte scritte all’Europarlamento per la sua audizione, assicura il suo impegno per una ‘rapida adozione’ del pacchetto ‘Telecom Single Market’ attualmente in discussione al Consiglio europeo.

“Svilupperò entro i primi sei mesi del mio mandato, un’azione legislativa ambiziosa per il Mercato Unico Digitale”, ha aggiunto Oettinger, che si è detto  ‘soddisfatto’ di apprendere che la presidenza italiana ha recentemente presentato un testo di compromesso sul mercato unico.

Tra le sue priorità, Oettinger pone anche “il supporto allo sviluppo di una rete digitale di alta qualità che sia di sostegno a tutti i settori dell’economia europea”. Il commissario designato si è detto quindi pronto a lavorare con gli Stati Membri per “migliorare le condizioni per gli investimenti e fare in modo che la Ue sia catalizzatore di investimenti pubblici e privati”. Questo, ha aggiunto, sarà accompagnato dal sostegno a una “re-industrializzazione digitale attraverso un’integrazione più ampia e più rapida dell’innovazione digitale in ogni prodotto, processo o servizio”.

Oettinger si è quindi impegnato a “fissare gli obiettivi strategici a lungo termine per offrire certezza giuridica al settore delle telecomunicazioni e per creare un ambiente regolamentare che stimoli investimento e innovazione”.

Obiettivi che passano anche dall’armonizzazione delle regole di assegnazione dello spettro – che potrebbe creare le condizioni perché l’Europa torni competitiva nell’arena globale – e dall’abolizione del roaming.

“I costi di un’Europa non-digitale ammontano a 340 miliardi di euro. Sono ansioso di porre le basi per sbloccare questo potenziale”, ha aggiunto Oettinger, sottolineando che guardando al 2015 tra le priorità legislative ci sarà anche il sostegno ai negoziati per chiudere l’approvazione della riforma della direttiva Data Protection, che aprirà la strada anche alla riforma della direttiva ePrivacy.

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