space intelligence

Guerre stellari, veicoli Russi in orbita terrestre intercettano satelliti europei

di |

Due satelliti russi sospettati di spionaggio hanno orbitato vicino a infrastrutture spaziali europee strategiche: un’operazione silenziosa che espone telecomunicazioni civili e militari a intercettazioni, sabotaggi e possibili attacchi nello spazio.

Veicoli russi hanno intercettato numerosi satelliti europei in orbita geostazionaria per azioni di intelligence spaziale

Si parla ormai da tempo di guerra ibrida e di come questa si stia affacciando anche nello Spazio a noi più vicino. Ambiti che sembrano lontanissimi da noi e che invece ci riguardano sempre più da vicino. Secondo quanto riportato dal Financial Times, da almeno tre anni, quindi ad invasione dell’Ucraina già iniziata, veicoli spaziali russi hanno intercettato le comunicazioni di almeno una dozzina di satelliti europei.

Nello specifico, si parla di due veicoli russi, Luch-1 e Luch-2, che hanno pedinato per settimane numerosi satelliti geostazionari europei a 35.000 km di altezza (GEO), intercettando comandi non crittografati per potenziali manipolazioni orbitali o addirittura con finalità distruttive (crash).

La notizia, emersa da dati orbitali, osservazioni telescopiche e dichiarazioni di fonti militari, si inserisce in un contesto di crescente tensione tra la Russia e l’Occidente dopo l’invasione dell’Ucraina e nel quadro di quella che molti definiscono ormai una vera e propria guerra ibrida, combattuta non solo sul terreno, ma anche nel cyberspazio, nei fondali marini e ora sempre più chiaramente nello Spazio.

Il pericolo dei satelliti spia

Luch-1 e Luch-2 sono satelliti russi “altamente manovrabili”, capaci di avvicinarsi ad altri oggetti in orbita. Negli ultimi anni, riportano fonti militari, hanno effettuato ripetuti e rischiosi avvicinamenti a satelliti europei in orbita geostazionaria, come detto, a circa 35.000 chilometri di altitudine sopra l’equatore.
Questa particolare orbita consente ai satelliti di “restare fermi” rispetto alla Terra e di fornire servizi essenziali come televisione, telecomunicazioni, collegamenti governativi e, in alcuni casi, comunicazioni militari.

Secondo i dati raccolti da società specializzate come Slingshot Aerospace e Aldoria, Luch-2, lanciato nel 2023, si è avvicinato ad almeno 17 satelliti europei, rimanendo in prossimità per settimane o addirittura mesi. “Si parcheggiano vicino ai satelliti geostazionari e restano lì a lungo, con uno scopo ben preciso”, spiega Belinda Marchand, chief science officer di Slingshot Aerospace.

Comunicazioni satellitari europee intercettate

Il timore principale delle autorità europee è che questi satelliti russi svolgano attività di SIGINT (Signals Intelligence), cioè intercettazione di segnali. “Presumiamo che i satelliti Luch abbiano intercettato il command link, il canale di comando che collega i satelliti ai centri di controllo a terra”, ha dichiarato al Financial Times il generale Michael Traut, capo del comando spaziale della Bundeswehr (l’esercito tedesco).

Molti satelliti europei più datati utilizzano sistemi di controllo progettati anni fa, quando le minacce di spionaggio spaziale erano considerate marginali. In diversi casi, i comandi non sono cifrati o lo sono in modo rudimentale. Questo significa che, se un attore ostile registra quei segnali, potrebbe in futuro tentare di imitarli.

Un alto funzionario dell’intelligence europea avverte: “Anche senza decifrare i contenuti, è possibile ricavare moltissime informazioni: come viene usato un satellite, quando è attivo, dove si trovano le stazioni di terra che comunicano con lui”.

Ue: “Pronti con i nostri scudi spaziali”

Prendere di mira le risorse spaziali, o le risorse spaziali o i satelliti europei, è qualcosa che la Russia fa da anni, se non da decenni. Siamo molto, molto consapevoli del problema di possibili intercettazioni russe sui satelliti europei”, ha detto il portavoce della Commissione Ue Thomas Regnier, interpellato sulle notizie del Financial Times provenienti da funzionari della sicurezza europea.

“Sappiamo che la Russia lo sta facendo e siamo pronti a contrastarlo“, ha sottolineato il portavoce.

Per la protezione delle risorse spaziali Ue “innanzitutto, abbiamo Galileo, che è già lì ed è in grado di rilevare e scoraggiare tali attacchi – ha aggiunto – e di recente abbiamo fatto un ulteriore passo avanti con le nostre quattro navi ammiraglie europee che proponiamo nella nostra roadmap di difesa, includendo anche gli scudi spaziali europei che stiamo proponendo e che metteremo in atto, insieme ai nostri Stati membri, proprio per proteggere i nostri satelliti e le nostre risorse spaziali“.

I possibili scenari di attacco

Le capacità dei satelliti Luch non sembrano includere, almeno per ora, armi dirette per distruggere altri satelliti. Tuttavia, c’è il rischio concreto che siano in grado di sottrarre dati strategici e che abbiano la capacità di riuscire a modificare della rotta dei satelliti europei.

Uno scenario temuto è quello dell’inganno dei comandi: se un avversario riesce a replicare i segnali dei controllori a terra, può inviare falsi ordini ai satelliti bersaglio. Anche piccoli impulsi ai propulsori, normalmente usati per mantenere l’assetto orbitale, potrebbero far perdere l’allineamento alle antenne, degradare i servizi o, nel peggiore dei casi, spingere il satellite fuori orbita fino a renderlo inutilizzabile.

Un altro rischio è la preparazione di attacchi indiretti: mappare l’uso dei satelliti permette di sapere chi li utilizza e dove, facilitando in seguito operazioni di disturbo da terra, come il jamming o attacchi informatici mirati alle infrastrutture di controllo.

Non a caso, lo scorso anno, Le Nazioni Unite, attraverso tre delle sue agenzie specializzate – l’International Telecommunication Union (ITU), l’International Civil Aviation Organization (ICAO) e l’International Maritime Organization (IMO) – hanno espresso grave preoccupazione” per l’aumento di episodi di jamming e spoofing a danno del Radio Navigation Satellite Service (RNSS), il servizio che fornisce informazioni fondamentali di posizionamento, navigazione e temporizzazione su scala planetaria.

Criticità dell’orbita geostazionaria: “Chi attacca le reti satellitari può paralizzare intere nazioni”

L’orbita geostazionaria è una risorsa limitata e strategica. I satelliti che vi operano sono pochi, costosi e difficili da sostituire rapidamente. Un singolo satellite può servire intere regioni, collegando governi, reti televisive, operatori di telecomunicazioni e servizi di emergenza.

Le reti satellitari sono il tallone d’Achille delle società moderne. Chi le attacca può paralizzare intere nazioni”, ha avvertito il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius. Un’interruzione prolungata dei servizi satellitari potrebbe avere conseguenze economiche, politiche e persino sociali rilevanti.

Un contesto di escalation nello Spazio tra Europa, Russia, USA e Cina

Secondo gli analisti, la Russia non è l’unico Paese ad aver sviluppato tecnologie di ispezione e avvicinamento orbitale: anche Stati Uniti e Cina dispongono di capacità simili. Tuttavia, Mosca viene descritta come particolarmente aggressiva nel loro impiego operativo.

Negli ultimi mesi, inoltre, la Russia ha lanciato nuovi satelliti, come Cosmos 2589 e Cosmos 2590, che sembrano avere capacità analoghe a quelle dei Luch. “Stanno osservando sempre gli stessi operatori, le stesse famiglie di satelliti, tutti legati alla Nato”, sottolinea Norbert Pouzin, analista orbitale di Aldoria.

Lo Spazio è terreno di scontro. Un segnale d’allarme per l’Europa

L’apparente danneggiamento di Luch-1, osservato a fine gennaio con una fuoriuscita di gas e una possibile frammentazione, non riduce le preoccupazioni europee. Al contrario, rafforza la consapevolezza che lo Spazio è ormai un nuovo dominio di confronto strategico.

Per l’Europa, la vicenda rappresenta un campanello d’allarme: proteggere i satelliti non significa solo difenderli fisicamente, ma anche aggiornare i sistemi di sicurezza, cifrare le comunicazioni e prepararsi a scenari di sabotaggio silenzioso, difficili da attribuire e potenzialmente devastanti.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz