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Guerra Iran-Usa, Dubai smentisce l’attacco al data center di Oracle

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L’Iran rivendica un raid su un data center, ma gli Emirati parlano di fake news. Cresce la tensione sulle infrastrutture digitali nel Golfo.

Le grandi infrastrutture cloud finiscono nel mirino della tensione geopolitica in Medio Oriente, tra rivendicazioni e smentite. Al centro del caso, un presunto attacco iraniano contro un data center Oracle a Dubai, rapidamente rilanciato da media e social ma subito negato dalle autorità degli Emirati Arabi Uniti.

L’Iran attacca il data center di Oracle a Dubai: gli Emirati smentiscono

Secondo quanto riportato dall’agenzia statale iraniana IRNA, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) avrebbe colpito infrastrutture tecnologiche legate agli Stati Uniti, tra cui un data center Oracle negli Emirati. La notizia si è diffusa rapidamente online, alimentando timori su possibili attacchi mirati a strutture digitali critiche in Medio Oriente.

La risposta di Dubai non si è fatta attendere. Il Dubai Government Media Office ha definito le informazioni “fake news”, chiarendo che nessun attacco ha avuto luogo e che tutte le infrastrutture risultano pienamente operative. Le autorità hanno anche condiviso contenuti virali per sottolinearne la natura fuorviante, cercando di contenere l’impatto mediatico della notizia.

In precedenza l’attacco al data center di AWS

A rendere il quadro più complesso contribuiscono altre segnalazioni provenienti dalla regione. In particolare, l’Iran le scorse settimane avrebbe rivendicato un attacco contro una struttura Amazon Web Services in Bahrein. In questo caso, le autorità locali hanno confermato un incendio in un sito aziendale, pur senza attribuirne ufficialmente la responsabilità. Amazon, dal canto suo, aveva già segnalato disservizi operativi nell’area, indicando una possibile correlazione con l’escalation in corso.

Sul piano geopolitico, Teheran avrebbe inoltre minacciato una serie di grandi aziende statunitensi attive nella regione, tra cui Microsoft, Google, Apple, Meta, IBM, Cisco, Oracle, Nvidia e Intel, accusandole di supportare operazioni militari e di intelligence occidentali. Una presa di posizione che amplia il perimetro del confronto, includendo direttamente il settore tecnologico.

I data center obiettivi sensibili

Il punto centrale resta la crescente esposizione dei data center come obiettivi strategici. Le infrastrutture cloud ospitate nei Paesi del Golfo rappresentano un pilastro dell’economia digitale regionale, con un valore stimato oltre i 100 miliardi di dollari nei prossimi anni. Interferire con questi sistemi significa potenzialmente colpire servizi essenziali: dalle comunicazioni alle transazioni finanziarie, fino alla logistica.

In questo contesto, anche notizie non confermate possono produrre effetti rilevanti, sia sul piano della percezione del rischio sia su quello operativo.

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