"DragonFly"

Google rientra in Cina, con nuovo motore di ricerca filo governativo?

Dopo otto anni il motore di ricerca di Mountain View vuole rientrare nel grande mercato cinese di internet. Secondo rumors di rete, potrebbe esser pronta per l’inizio del 2019 una nuova versione locale del motore di ricerca in grado di esercitare la censura sul web voluta da Pechino.

di Flavio Fabbri | @FabbriFlav2 |

Una delle più grandi multinazionali di internet potrebbe piegarsi alla politica cinese di un web sempre più sotto controllo a censura. Al momento sono solo voci, messe in circolazione dal giornale The Intercept, ma sono diverse le testate che confermano le indiscrezioni citando anche fonti molto vicine al progetto.

 

Si tratterebbe quindi di una nuova versione di Google, forse pronta in 6-9 mesi, tutta dedicata agli internauti cinesi che, seguendo le indicazioni del Governo cinese, potrebbe applicare filtri sempre più stringenti sulle ricerche online, ad esempio bloccando tutte quelle sui temi dei diritti umani, sulla religione e che più in generale vertono su tematiche antigovernative.

 

Sempre secondo rumors di rete, il progetto in questione si chiama “Dragonfly”, ma al momento tutti gli organi di stampa legati al Partito comunista cinese negano la sua esistenza.

L’ufficio stampa del colosso informatico  – si legge in un articolo su Asianews.it – ha rilasciato un breve comunicato al riguardo: “Abbiamo già diverse applicazioni per telefoni cellulari in Cina, come Google Translate e Files Go, e abbiamo investimenti consistenti in compagnie di quella nazione come JD.com. Ma non commentiamo voci riguardo al futuro”.

 

Il lavoro sul progetto di Google censurato sarebbe partito nella primavera del 2017, dopo un incontro fra l’amministratore delegato di Big G, Sundar Pichai, e un alto funzionario del governo cinese.

 

Sono otto anni che Google non è più in Cina a causa delle prese di posizione del management di allora proprio contro le politiche di controllo e censura esercitate da Pechino sul web. La nuova mossa di Mountain View è legata alla nuova volontà di rientrare nel grande mercato cinese di internet?

 

In Cina, secondo dati del China Internet Network Information Center (CNNIC), ci sono circa 800 milioni di utenti di internet e nel 2016 sono stati spesi quasi 1 miliardi di dollari in acquisti online.

Il primo competitor di Google oggi è il gigante locale Alibaba, di cui gli internauti cinesi si fidano ormai.

L’eCommerce è utilizzata dal 60% degli internauti cinesi e da lavoro a 2,5 milioni di persone.

Sono 753 milioni i possessori di smartphone in Cina, il 97% lo utilizza per accedere a internet e ai servizi online.

Coloro che in Cina acquistano prodotti finanziari online sono aumentati del 30% nel 2017, raggiungendo il numero di 130 milioni di utenti.

Per saperne di più su: Google

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