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Il Governo estende il Golden Power a tutte le aziende strategiche quotate in Borsa

Il Governo ha già attivato il Golden Power, lo scudo statale, su tutte le aziende strategiche quotate in Borsa, per evitare scalate ostili e il rischio che finiscano in mano straniere. Lo ha appreso milanofinanza.it da fonti autorevoli. Su un pacchetto di aziende che vale oltre 200 miliardi di euro e su cui si sono abbattuti i ribassi dei giorni scorsi a Piazza Affari dovuto all’emergenza Coronavirus è infatti già attiva la normativa Golden Power approvata a settembre dall’esecutivo insieme al decreto sulla cybersicurezza suggerito dal Dis.

Le aziende strategiche su cui il Governo ha attivato il Golden Power

Enav, Enel, Eni, Fincantieri, GSE (Gestore servizi energetici), Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, Leonardo, Poste italiane, Rai Way, RFI, SIA, Sogin, Terna e Trenitalia: ecco le aziende strategiche, riportate da MF-Milano Finanza, su cui il Governo ha già attivato la normativa Golden Power.

Cosa prevede la normativa Golden Power

La normativa sulla Goden Power, che prevede di essere attivata con un Dpcm del Presidente del Consiglio, scatta subito in momenti d’emergenza a prescindere dal varo o meno di un provvedimento attuativo, è quanto hanno ancora sottolineato le stesse fonti.

I prezzi in Borsa sono tali da provocare il rischio di scalate ostili

La Borsa di Milano, malgrado il pressing di Matteo Renzi e della destra che ne chiedevano la chiusura, ha aperto regolarmente i battenti il 9 marzo, e giovedì scorso Piazza Affari ha lasciato sul terreno un -17%, registrando la peggiore performance di sempre, con cali superiori a quelli registrati dopo la Brexi. Il crollo record di Piazza Affari è avvenuto dopo le dichiarazioni della presidente della Bce Christine Lagarde, che ha causato una caduta verticale del valore di assetti strategici quotati. 

E così di fronte al crollo delle quotazioni il Governo ha già attivato il Golden Power, i poteri speciali che spettano all’esecutivo per impedire che il controllo delle aziende che operano in settori considerati strategici per la sicurezza nazionale – energia, telecomunicazioni, difesa e trasporti – finiscano in mani straniere. I prezzi sono infatti tali da provocare il rischio di scalate ostili. Anche il Copasir, il Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, per bocca del presidente Raffaele Volpi, ha chiesto di vigilare su “azioni speculative o aggressive tendenti a modificare, in questo momento, assetti di controllo e di governance di società che debbono rimanere nell’alveo dell’interesse nazionale”.

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