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Gigafactory AI, Butti rilancia la candidatura della Liguria

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Dopo mesi di riflessioni e di lavoro sottotraccia, la Liguria torna in pista come possibile candidata italiana della Gigafactory AI europea.

Dopo mesi di riflessioni e di lavoro sottotraccia, la Liguria torna in pista come possibile candidata italiana della Gigafactory AI europea. Il Sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti rilancia con forza la candidatura ligure, e in particolare di Genova, per il progetto Ue di Gigafactory AI. E lo fa con un’intervista al Secolo XIX, in vista della su partecipazione odierna all’inaugurazione del nuovo SOC del data center di Liguria Digitale, insieme al presidente della Regione Marco Bucci. Un rilancio in grande stile della candidatura di Genova e Liguria alla gara per ospitare una delle 5 Gigafactory europee del bando da 20 miliardi di euro la cui assegnazione è prevista quest’anno.

La pubblicazione del bando europeo è attesa entro l’estate.

Gigafactory AI, Butti: “Candidatura della Liguria su basi solide”  

“La Liguria può giocare una partita importante nella nuova economia digitale europea”, ha detto Butti nell’intervista dove analizza il quadro di partenza: “La candidatura ligure a ospitare una Gigafactory europea parte da basi solide: posizione centrale nel Mediterraneo, cavi sottomarini, connettività internazionale, sistema portuale strategico, competenze scientifiche e industriali, un ecosistema che tiene insieme Liguria Digitale, IIT, imprese, ricerca e istituzioni”.

La selezione europea

La selezione europea sarà molto competitiva, ma Genova e la Liguria hanno elementi concreti per essere parte di questa sfida. Non parliamo solo di una grande infrastruttura di calcolo: parliamo di autonomia tecnologica, capacità industriale, sicurezza dei dati e sovranità digitale.

Per spuntarla su competitor internazionali del calibro di Barcellona in Spagna, Marsiglia in Francia e della Grecia (la città che dovrebbe ospitarla è Kozani e si trova in Macedonia occidentale). Non sarà ina passeggiata di salute.

Anche sull’intelligenza artificiale la Liguria è già dentro una traiettoria nazionale. Con Reg4IA, progetto finanziato dal Dipartimento per la trasformazione digitale con 20 milioni di euro, la Regione è capofila su sanità e turismo: AI per analizzare quesiti diagnostici, simulare domanda e offerta, prevedere il fenomeno del no-show e rendere più semplice l’interazione dei cittadini con i servizi.

I punti di forza della candidatura della Liguria

La candidatura della Liguria a ospitarne una è sostenuta dalle istituzioni e da oltre 5.000 aziende ed enti, quali sono le chance di riuscita e i punti di forza. “Le Gigafactory sono grandi infrastrutture strategiche dedicate alla capacità di calcolo e all’intelligenza artificiale, indispensabili per sviluppare tecnologie avanzate e rafforzare l’autonomia europea. La Liguria presenta caratteristiche molto competitive: una posizione centrale nel Mediterraneo, infrastrutture di connettività di livello internazionale, cavi sottomarini, un sistema portuale strategico e un ecosistema scientifico e industriale di grande qualità, da Liguria Digitale all’IIT. La selezione Ue sarà molto competitiva, ma la candidatura ligure parte certamente da basi solide”.

La dotazione AI di Genova

A Genova c’è il supercomputer di Leonardo, uno dei più potenti d’Italia (si chiama Davinci 1), e ce n’è anche un altro molto potente all’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia), battezzato Franklin. Supercomputer ideali per la gestione della miriade di dati prodotta dall’AI. 

Per avere maggior possibilità di successo, è necessario giocare di squadra.

Da tempo, già dallo scorso mese di settembre, esponenti politici bipartisan (in primis il senatore del Pd Lorenzo Basso, genovese doc) stanno spingendo per una candidatura forte del nostro paese e una collaborazione fra Bologna (forte tra le altre cose di eccellenze come il supercomputer Leonardo e del Cineca e del quantum computing) insieme con la Liguria, senza dimenticare il supercomputer Pavia, sarebbe un delle possibili candidature più competitive del Paese.

Il cambio di registro di Urso?

Anche il ministro del Mimit Adolfo Urso sembra propenso ad un modello di candidatura “diffusa” di Genova (in tandem con Bologna e Pavia?) come previsto dal bando Ue e come avviene in altri paesi europei. Un cambio di rotta rispetto a qualche mese fa, quando il ministro aveva speso parole per la possibile candidatura del sito pugliese di Leonardo a Grottaglie, che sembra ora tramontata dopo l’uscita di Roberto Cingolani da Leonardo.   

Due giorni fa, nel suo intervento nell’ambito del Forum in Masseria a Manduria, organizzato da Bruno Vesp il ministro Urso ha detto che “Con la Strategia per l’attrazione degli investimenti esteri nei data center – ha detto Urso – In materia di Intelligenza artificiale siamo stati tra i primi Paesi europei ad adottare una legge quadro coerente con l’AI Act e siamo tra le principali potenze mondiali nel calcolo ad alte prestazioni grazie al supercomputer Leonardo del Cineca di Bologna, al Davinci-1 di Genova e all’HPC6 di Eni a Pavia. Ci candidiamo inoltre a ospitare una delle ciqnue gigafactory europee dell’intelligenza artificiale. L’Italia oggi è più competitiva, più attrezzata, più resiliente, più dinamica nel cogliere le opportunità anche nell’attuale contesto di crisi geopolitica globale”. 

Ma per capire le prospettive di crescita delle Gigafactory AI, basta vedere questo grafico mostrato recentemente dal Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Antonio Zoccoli.  

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