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Germania, prima tratta ferroviaria al mondo 100% a idrogeno. E in Italia?

Germania treno idrogeno

La Germania avrà la prima tratta ferroviaria al mondo al 100% a idrogeno. A darne l’annuncio è Alstom che spiega come in Bassa Sassonia, sulla tratta tra Cuxhaven, Bremerhaven, Bremervörde e Buxtehude, saranno impiegati 14 Coradia iLint, tipologia di treno regionale “a bassa rumorosità che emette soltanto vapore e acqua condensata”.

I 14 veicoli con propulsione a celle a combustibile appartengono alla Lnvg, l’azienda di trasporto regionale della Bassa Sassonia, “che si è occupata di cercare alternative ai treni diesel fin dal 2012, fornendo così l’impulso decisivo per lo sviluppo dei treni in Germania. Altri partner del progetto sono l’azienda ferroviaria e dei trasporti Eisenbahnen und Verkehrsbetriebe Elbe-Weser GmbH (Evb) e la Linde, azienda di gas e di engineering”.

A bordo di un treno alimentato al 100% a idrogeno

I 14 treni Alstom a idrogeno verranno resi operativi da Evb per conto di Lnvg e andranno gradualmente a sostituire 15 treni diesel. 

Verranno riforniti quotidianamente e h24 dalla stazione di rifornimento d’idrogeno di Linde. “Grazie a un’autonomia di 1000 km – spiega Alstom – le diverse unità del modello Coradia iLint a emissioni zero possono operare tutto il giorno con un solo serbatoio d’idrogeno sulla rete Evb”. Nonostante numerosi progetti di elettrificazione in diversi Paesi, una parte significativa della rete ferroviaria europea è destinata a rimanere non elettrificata ancora molto a lungo. In diversi Paesi, il numero di treni diesel in circolazione è ancora elevato, in Germania ad esempio si contano più di 4000 vetture”, sottolinea l’azienda.

Progettati nella città di Tarbes, nel sud della Francia, e assemblati a Salzgitter, nella Germania centrale, i treni Alstom – chiamati Coradia iLint – sono pionieri nel settore.

Il progetto ha creato posti di lavoro per un massimo di 80 dipendenti nei due paesi, secondo Alstom.

Le prove commerciali sono state effettuate dal 2018 sulla linea con due treni a idrogeno ma ora l’intera flotta sta adottando la tecnologia rivoluzionaria.

Nella sola Germania “tra 2.500 e 3.000 treni diesel potrebbero essere sostituiti da modelli a idrogeno”, ha detto all’agenzia di stampa AFP Stefan Schrank, project manager di Alstom.

“Entro il 2035, circa il 15-20% del mercato regionale europeo potrebbe funzionare a idrogeno”, secondo Alexandre Charpentier, esperto di ferrovie presso la società di consulenza Roland Berger.

I treni a idrogeno sono particolarmente interessanti sulle linee regionali corte, dove il costo del passaggio all’elettricità supera la redditività del percorso. Attualmente, circa un treno regionale su due in Europa viaggia a diesel.

Sebbene la Germania abbia annunciato nel 2020 un ambizioso piano da sette miliardi di euro per diventare un leader nelle tecnologie dell’idrogeno entro un decennio, l’infrastruttura è ancora carente nel Paese. È un problema comune in tutto il continente, dove sarebbero necessari investimenti colossali per un vero passaggio all’idrogeno.

L’idrogeno non è necessariamente carbon free: solo “idrogeno verde”, prodotto utilizzando energia rinnovabile, è considerato sostenibile dagli esperti. Esistono altri metodi di produzione più comuni, ma emettono gas serra perché sono prodotti da combustibili fossili. La nuova flotta della Bassa Sassonia dovrà inizialmente utilizzare un sottoprodotto dell’idrogeno di alcune industrie come il settore chimico.

L’istituto di ricerca francese IFP specializzato in questioni energetiche afferma che l’idrogeno è attualmente “derivato per il 95 per cento dalla trasformazione dei combustibili fossili, di cui quasi la metà proviene dal gas naturale”.

La duratura dipendenza dell’Europa dal gas proveniente dalla Russia nel mezzo delle enormi tensioni per l’invasione dell’Ucraina da parte del Cremlino pone sfide importanti per lo sviluppo dell’idrogeno nel trasporto ferroviario.

E in Italia? Il progetto H2iseO, sarà la prima linea ferroviaria ad idrogeno in Lombardia

Il progetto, che sarà realizzato lungo la tratta Brescia-Iseo-Edolo, prevede l’utilizzo di materiali che permettono un forte aumento della riutilizzabilità (circa il 95%) e una riduzione di circa il 30% dei consumi.

Clicca qui per saperne di più sul progetto italiano.

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