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Gas serra: Corte UE boccia Bruxelles sui limiti alle emissioni

Clima

La Corte Ue ha dichiarato invalido il quantitativo massimo annuo di quote gratuite di emissioni di gas a effetto serra stabilito dalla Commissione europea per il periodo dal 2013 al 2020. I giudici lo hanno stabilito oggi con una sentenza e hanno obbligato, inoltre, la Commissione a stabilire entro dieci mesi un nuovo quantitativo, fermo restando che le precedenti assegnazioni di quote non possono essere rimesse in discussione.

La Corte rileva che l’ambito di applicazione della direttiva è stato esteso, a decorrere dal primo gennaio 2013, ad includere, in particolare, le emissioni derivanti dalla produzione di alluminio e da determinati settori dell’industria chimica. Inoltre, la Corte osserva che, secondo la direttiva la Commissione – quando calcola il quantitativo massimo annuo di quote, è tenuta a fare riferimento solo alle emissioni degli impianti inclusi nel sistema comunitario a partire dal 2013, e non all’insieme delle emissioni incluse da tale data.

Per quanto riguarda il periodo posteriore alla data di pronuncia della sentenza, la dichiarazione di invalidità crea un vuoto giuridico temporaneo che rischia di interrompere l’attuazione del sistema di scambio di quote e, dunque, la realizzazione degli obiettivi della direttiva. Per questo motivo la Corte ha deciso che la sua sentenza produrrà effetti solo al termine di un periodo di dieci mesi a decorrere dalla data della pronuncia, al fine di consentire alla Commissione di adottare le misure necessarie. Per il passato invece non ci sarà alcun effetto sulle assegnazioni finali che hanno già avuto luogo negli Stati membri sulla base di una normativa ritenuta valida. 

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