Il mercato

Gas, bolletta aumentata del 2,8% a ottobre. Mercato italiano fra i più cari della Ue

Il nostro mercato è uno dei più costosi in Europa per quanto riguarda il gas. Con il lancio della Strategia energetica nazionale del Mise si spera in un taglio dei costi del 5%.

di Flavio Fabbri | @FabbriFlav2 |

Dal 1° ottobre la bolletta dell’elettricità registrerà una diminuzione del -0,7%, mentre il gas un incremento del +2,8%, a causa dall’atteso aumento delle quotazioni per il maggior consumo nella stagione autunnale. È quanto prevede per la famiglia-tipo italiana l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) nell’ultimo aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento di

famiglie e piccoli consumatori in tutela per il quarto trimestre 2017.

 

Per quanto riguarda il gas, “la prossima stagione autunnale, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo, implica – come atteso – l’aumento dei prezzi anche nei mercati all’ingrosso italiani”.

Nel dettaglio, si legge sul sito dell’Autorità, la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.035 euro, con una sostanziale stabilità (+0,2%, corrispondente a circa 2 euro/anno) rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° gennaio – 31 dicembre 2016).

 

La variazione è sostanzialmente legata alla “crescita della componente ‘materia prima’”, cioè all’aumento delle quotazioni del gas attese nei mercati all’ingrosso nel prossimo trimestre, e per effetto della “maggiore domanda dei mesi autunnali”.

Da registrare anche un leggero incremento anche per la componente relativa al trasporto.

 

Al momento, l’Italia è considerato uno dei mercati più costosi in Europa per quanto riguarda il gas. Con il lancio della Strategia energetica nazionale (Sen), promossa dal Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, si dovrebbe registrare un taglio dei prezzi del 5% e una maggiore capacità di rete e trasporto.

 

Il nostro Paese, inoltre, paga di più degli altri partner europei per l’acquisto di gas perché passa per la Svizzera, che non è soggetta alle norme dell’Unione europea (Ue) in materia di accesso ai servizi di trasporto.

 

L’Italia, come previsto dalla Sen, dovrebbe assegnare ad un operatore o altra entità regolatoria il compito di riequilibrare la capacità di trasporto, con conseguente abbattimento dei costi e loro riallineamento con la media Ue.

 

Come si riequilibrerà tale mercato dei prezzi è tutto da verificare. Dubbi sono stati avanzati da più parti e tutti relativi alla definizione dei prezzi stessi legati alla capacità della rete, processo poco chiaro, che potrebbero avvantaggiare i grandi player del settore.

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