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Garante Privacy, perché in Parlamento non si vota per il successore di Scorza?

PASQUALE STANZIONE, PRESIDENTE DEL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Garante, si metta fine allo stato di incertezza.
Antefatto: sei giorni fa, il 17.1.2026, si dimetteva Guido Scorza, componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali.
Situazione attuale:
Il presidente, Stanzione, era tenuto a darne immediata comunicazione ai presidenti di Camere e Senato, per l’elezione del nuovo componente (art. 4.7 reg. 1/2000 GPDP). È stato fatto? Nessun aggiornamento sul sito dell’Autorità, né su quelli del Parlamento.

Le dimissioni hanno effetto quando sono accettate dal Garante (art. 4.6 reg. 1/2000 GPDP), anche qui nessuna notizia di aggiornamento e il profilo di Guido Scorza è regolarmente presente, al momento in cui si scrive, sul sito dell’Authority alla pagina dedicata ai membri del Collegio: https://lnkd.in/dShhSYbQ.

Sono valide le decisioni di un Collegio di tre membri? Assai dubbio: un conto è la mancata presenza di uno dei componenti che regolarmente lo compongono (art. 5.5, reg. cit.), altro è l’inesistenza giuridica del quarto componente, perché il Collegio è diventato di sole tre persone. A norma dell’art. 153.1 cod. privacy, “il Collegio è costituito da quattro componenti“, non da tre.

Né credo si possa prolungare ad infinitum un atto di mera forma come l’accettazione delle dimissioni o non darne notizia sul sito istituzionale. È di mera forma, perché non è neppure collegato con la già detta comunicazione immediata al Parlamento affinché si proceda all’elezione del nuovo componente.

Quanto si può seriamente pensare di prolungare questo stato di incertezza? L’immagine dell’Authority, già irreparabilmente compromessa non solo agli occhi dei cultori della materia ma a quelli dell’opinione pubblica, ha bisogno di ulteriori ferite?

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