Ryan Cohen, CEO di GameStop: “eBay aumenterà il suo valore di centinaia di miliardi e diventerà un concorrente di Amazon”
L’obiettivo è sfidare il dominio indiscusso di Amazon nel mercato dell’ecommerce globale, partendo da un vecchio protagonista del settore: eBay. L’amministratore delegato di GameStop, Ryan Cohen, ha dichiarato dalle pagine del Wall Street Journal l’intenzione di offrire 56 miliardi di dollari per l’acquisto di eBay.
“Sto pensando di trasformare eBay e di aumentare il suo valore di centinaia di miliardi di dollari”, ha dichiarato Cohen, sottolineando che in questo modo “potrebbe diventare un concorrente credibile di Amazon”.
Per rendere possibile questo accordo, il CEO di GameStop ha dato per certo un finanziamento di 20 miliardi di dollari da parte di TD Bank, cifra sufficiente per portare avanti le trattative.
Nella lettera ufficiale, contenente l’offerta di acquisto, indirizzata al presidente di eBay, Paul Pressler, GameStop ha dichiarato di aver iniziato a costruire una posizione nella società a partire dal 4 febbraio. L’offerta, secondo quanto riportato dal quotidiano americano, prevede una composizione per il 50% in contanti e per il restante 50% in azioni GameStop.
Numeri e ostacoli finanziari
Il primo nodo è quello delle dimensioni. eBay, piattaforma storica dell’e-commerce globale, vale circa 46 miliardi di dollari (almeno prima dell’annuncio), mentre GameStop si ferma intorno ai 12 miliardi.
GameStop dispone di circa 9 miliardi di dollari di liquidità, una cifra importante ma insufficiente per sostenere l’acquisizione. Per colmare il divario, Cohen potrebbe cercare il supporto di investitori esterni, tra cui fondi sovrani mediorientali. Resta però elevata l’incertezza sulla reale disponibilità di tali capitali.
Non sorprende quindi la cautela degli analisti. “Perché stravolgere tutto? Il turnaround sta funzionando”, hanno scritto gli esperti di Bernstein, sottolineando come eBay stia già registrando risultati positivi.
GameStop e eBay: due modelli diversi, funzionerà l’integrazione?
Per comprendere le difficoltà industriali dell’operazione, è utile guardare al DNA delle due aziende. GameStop è un grande rivenditore internazionale specializzato in videogiochi, console e prodotti di cultura pop, con una rete di negozi fisici e una crescente presenza online. Negli ultimi anni ha avviato una trasformazione significativa: chiusura di centinaia di punti vendita, uscita da alcuni mercati internazionali e focus su prodotti a maggiore marginalità come carte collezionabili, retrogaming e articoli nostalgici.
eBay, invece, rappresenta una delle piattaforme più iconiche dell’ecommerce mondiale. Fondata nel 1995, è stata pioniera delle aste online, permettendo a chiunque di vendere e acquistare oggetti, nuovi o usati. Da semplice sito di aste è diventata un marketplace globale con milioni di inserzioni, venditori professionali e utenti privati. La sua crescita è stata sostenuta anche dall’integrazione con PayPal, che ha reso i pagamenti più sicuri e diffusi.
Oggi eBay è focalizzata su categorie di nicchia ad alto valore, come il collezionismo, e sta investendo in intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza di acquisto e vendita. A febbraio ha annunciato il taglio del 6,5% della forza lavoro globale (circa 800 dipendenti), mentre nell’ultimo trimestre ha registrato un aumento del 18% del volume lordo delle transazioni.
Le sinergie promesse (i dubbi) e la scommessa su live commerce e integrazione di store fisico e online
Cohen immagina un’integrazione tra i negozi fisici GameStop e la piattaforma digitale eBay: i punti vendita potrebbero diventare centri di raccolta e autenticazione per gli oggetti venduti online. Inoltre, punta sullo sviluppo del “live commerce”, ovvero vendite in diretta streaming.
I maggiori dubbi, poi, sono stati sollevati soprattutto per le dichiarazioni spavalde di Cohen sulla sfida al gigante mondiale dell’ecommerce.
Amazon non è solo un marketplace: è un ecosistema integrato che comprende logistica avanzata, cloud computing (AWS), infrastrutture di pagamento, pubblicità digitale e una rete globale di distribuzione. Né GameStop né eBay, singolarmente o insieme, dispongono oggi di un’infrastruttura comparabile.
eBay, in particolare, ha un modello “asset light”, si legge su Wall Street Journal, non gestisce direttamente la logistica come Amazon, ma si affida ai venditori. GameStop, dal canto suo, ha una rete retail fisica in contrazione e non ha esperienza nella gestione di piattaforme digitali su scala globale paragonabile a quella dei big tech.
Il fattore fiducia e la credibilità dell’operazione GameStop-eBay
Un ulteriore elemento critico riguarda la governance e la credibilità dell’operazione. Ryan Cohen è diventato una figura di culto tra gli investitori retail durante la stagione delle “meme stock” del 2021, ma il suo track record in operazioni di questa portata è limitato.
Ha costruito la sua posizione in GameStop nel 2020 criticando la lentezza della trasformazione digitale dell’azienda e da allora ha guidato una profonda ristrutturazione. Tuttavia, tentativi simili in passato, come l’attivismo su Bed Bath & Beyond, non hanno sempre prodotto risultati duraturi.
Il mercato, per ora, resta prudente. L’entusiasmo iniziale, con il titolo eBay in rialzo del 12% nelle contrattazioni after-hours, lascia spazio a una domanda più profonda: si tratta di una visione industriale credibile o dell’ennesima scommessa ad alto rischio nel mondo delle Big Tech?
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